Wolfgang Amadeus MOZART
(Salisburgo 27.01.756 - Vienna 5.12.1791)
Sonata n.1 in sol maggiore K 301
Clicca qui se vuoi vedere e sentire Uto Ughi il 6 marzo 2006 al Carlo Felice, di Genova che suona insieme ad Alessandro Specchi,
La sonata n.1 K 301 di Mozart (qui l'attacco di Ughi è eclatante!)

Testo tratto dalla Locandina della Società Aquilana dei Concerti "B. Barratelli" - Cinquantanovesima Stagione
Concerto del 27 Febbraio 2005 - Uto Ughi violino - Marco Grisanti pianoforte"
I Allegro con spirito
II Allegro
Tra il 1777 e il '78. Wolfgang Amadeus Mozart, si ferma nell'importante città di
Mannheim, a quel tempo sede del principe elettore del Palatinato Karl Theodor e della
sua corte; l'orchestra che il principe manteneva era tra le più quotate della Germania,
nota soprattutto per la sua disciplina d'assieme e per la conseguente capacità di
realizzare mirati contrasti o passaggi di sonorità.
In realtà, per quell'orchestra Mozart non compose nulla di prettamente sinfonico: coi
suoi provetti musicisti ebbe piuttosto a che fare singolarmente, componendo musica
solistica o da camera.
Agli ultimi mesi del soggiorno risalgono ben cinque Sonate per violino e pianoforte: il giovane
è indeciso sul da farsi, perso tra la passione per Aloysia von Weber, i richiami
all'ordine del padre che lo vuole al più presto a Parigi (la meta iniziale e
principale del viaggio), e i castelli in aria per cambiare la meta verso la vagheggiata
Italia, terra del teatro d'opera.
Non si può escludere che la comparsa di tanti lavori, e tutti perfettamente maturi, sia
il frutto tanto di una ricerca su un genere che, finora, aveva riservato al violino
una parte secondaria, quanto di un progetto editoriale approntato in vista della
capitale francese, centro di importanza primaria nella vita musicale europea. L'equilibrio
tra i due strumenti è infatti perfetto, la condotta strumentale sempre elegante - anche
se non troppo impegnativa, la forma ben cesellata: qualità che non diminuiscono per il taglio
in due soli movimenti della Sonata K 301 in Sol Maggiore , il primo in forma-sonata
, il secondo più svagato e danzante: era questa, una soluzione abituale nelle Sonate
con violino, ma era priva della sostanza nuova (e in definitiva moderna) che Mozart riesce
ad infondere al genere.
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