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Robert SCHUMANN
(Zwickau (Sassonia) 8.06.1810 - Endenich (Bonn) 29.071856)

Concerto in re minore per violino e orchestra (1853)



da Radio Rai uno del 15 febbraio 2009: "L'orchestra e il violino" Uto Ughi racconta.
(Clicca qui se vuoi anche ascoltare RADIO RAI)


Schumann è un personaggio estremamente intelligente, di sensibilità quasi morbosa, estremamente vulnerabile per sensibilità come tutti gli ipersensibili ed è significativo che Schumann che volava in alto sul livello dei mortali, un giorno parlando di Brahms si espresse in questi termini: il caro Brahms vola alto o solamente sotto i fiori?

Il caro Brahms vola in alto o soltanto sotto i fiori?
Voleva dire sulla terra e cioè che non si libra abbastanza sulle cose dei comuni mortali.

Tutto questo nel 1854.
Un anno prima, della data di composizione del concerto per violino e orchestra in re minore di Schumann.
Schumann ha scritto questo concerto quando era già afflitto dalla malattia nervosa che lo portò sull'orlo della follia, alla fine.

E' un concerto estremamente controverso perchè non ha nessun successo gratificante sul pubblico.
E' un concerto veramente scritto per una categoria di ascoltatori che sanno che cos' è la sofferenza, che sanno che cos' è l'angoscia.

E' sublime nella sua scrittura e nella sua profondità ma non è un concerto per tutti, non è un concerto orecchiabile, quello che si dice che si puo' ripetere una melodia e si puo' canticchiarla.
No.

Schumann va proprio nei meandri del subconscio e dell'inconscio e crede fermamente che soltanto attraverso questo, potrà arrivare ad una fase liberatoria.

L'ultimo tempo infatti è liberatorio.
Ha superato questa angoscia ed è una danza in forma di polacca

Nel I°TEMPO ascoltiamo l'ADAGIO che all'inizio ha un'atmosfera estremamente rarefatta è come qualcuno che è nelle tenebre e sta cercando la luce.
Ci sono spiragli di luce meravigliosi a cui lui anela questa forma di meditazione e di profonda malinconia.(3.55 - 7.30 ASCOLTA|)

Schumann implora questo spiraglio di luce che lo farebbe uscire dal suo stato, dal suo incubo e infatti nella seconda parte,parzialmente ci riesce, diventa sempre piu' struggente, più doloroso ma anche più concreto e verso la fine dell'adagio c'è questo crescendo finale che è una specie di catarsi dell'anima e questo crescendo finale porta senza interruzione all'ultimo tempo che è liberatorio infatti è una danza molto gioiosa,è una polonnaise, una polacca.

Si è liberato e finalmente ha un momento di luce, di ottimismo.

Per questo genere di musica ho voluto usare uno strumento che è estremamente schumaniano, per i colori quasi cupi e introspettivi che è il Guarnieri del Gesù che a differenza di Stradivari, che è una voce apollinea più portata alla musica mediterranea, a Vivaldi o a Mozart, questo invece è più portato a Caravaggio, a quelle tinte scure, misteriore, estremamente misteriose ma affascinantissime.

Ascoltiamo l'ultima parte delII° MOVIMENTO che si incatena naturalmente, senza interruzione, all'ULTIMO TEMPO CHE E' LA POLACCA, in forma di danza. (9.34 FINO A 11.17 ASCOLTA!)

Il finale dell'ADAGIO dopo questa angoscia, questa specie di preparazione e di ricerca, questa specie di ricerca della luce, sfocia in un finale ottimistico, una polacca, una danza liberatoria che finalmente lo libera da questa angoscia che l'aveva attanagliato prima,nel tempo precedente.

Ultimo tempo in forma di POLACCA (12 - 20.33 ASCOLTO E CONCLUSIONE DEL CONCERTO IN RE MINORE PER VIOLINO ED ORCHESTRA DI ROBERT ALEXANDER SCHUMANN

Goya e Caravaggio ne abbiamo parlato oggi ma perche?
Goya e Caravaggio si avvicinano molto al carattere, al mondo della sonorità shumaniana, a questi colori un po'tenebrosi, malinconici, fatti di chiaroscuri, una pittura molto diversa dalla pittura rinascimentale italiana che è ottimistica, solare, estetica, perfetta.

Questa è un po' la differenza che passa anche tra i due violini, Guarnieri, estremamente adatto al pathos, all'emozione schumaniana, difatti è vicino a Caravaggio, Vermeer e Rembrandt, alla pittura fiamminga.

Stradivari che invece potrebbe essere un Raffaello, Giotto, Tiziano, Bellini, pittura esteticamente perfetta, solare e più ottimistica.

Conclusione: Anche l'uso della luce esalta la presenza del buio, per contrasto.
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Da CD di Amadeus BMG Music Ed. 1997 DARP
di Nino Schirilò

I Energico ma non troppo veloce
II Adagio flebile
III Allegro ma non troppo


......continua

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