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Giovan Battista VIOTTI
(Fontanetto Po, Vercelli 12.05.1755 - Londra 3.03.1824)

Violin Concerto no. 3 in la maggiore per violino ed orchestra

da Dalla Locandina di "RAVENNA MUSICA 2001" I FILARMONICI DI ROMA Direttore e Violinista UTO UGHI - di Eléna Giroldi
I: Maestoso
II. Adagio
III. Rondeau

Nel 1780 Viotti, già rinomato virtuoso del violino, intraprese la sua prima grande tournée europea assieme al suo maestro ed amico Gaetano Pugnani che lo vide protagonista di concerti in Svizzera, in Germania e in Polonia, per approdare infine in Russia, dove si esibì alla presenza di Caterina II.

Fu nel corso di questi viaggi che egli compose il primo dei suoi ventinove concerti per violino e orchestra, poi catalogato come Concerto n. 3, un brano che risente in maniera piuttosto determinante del cosmopolitismo di quello "stile galante" che da Parigi negli anni '70 si era diffuso a macchia d'olio presso i maggiori centri musicali europei.
Pubblicato da Hummel a Berlino nel 1781, divenne oggetto, come la maggior parte dei Concerti per violino che Viotti avrebbe scritto in seguito, di arrangiamenti dello stesso autore per diversi organici: egli ne trasse infatti una Sinfonia concertante per 2 flauti ed orchestra ed un Concerto per clavicembalo e archi.

Dal punto di vista strutturale presenta la tradizionale suddivisione in tre movimenti, ma all'interno di questi l'interesse per la riproduzione di prefissati schemi formali viene surclassata dalla volontà del compositore di sperimentare particolari effetti espressivi: la forma pare mascherata dal libero fluire del discorso violinistico sempre nettamente prevalente su quello dell'orchestra.

Passaggi di bravura si alternano ad episodi largamente cantabili in un virtuosismo peraltro costantemente alternato ad un trattamento espressivo della scrittura violinistica: per certo si riflette nel modo di comporre di Viotti il suo modo di suonare, quell'approccio allo strumento che intendeva superare il mero dettato rocambolesco e che gli derivava probabilmente dalla scuola strumentale di Gaetano Pugnani, allievo di Giovanni Battista Somis, a sua volta allievo di Arcangelo Corelli.
Anche se il Concerto n. 3 si colloca ancora al di qua dell'importante esperienza parigina di Viotti (egli visse infatti nella capitale francese dal 1782 al 1792), sono già rilevabili in esso quelle peculiarità che saranno palesemente sviluppate nei successivi Concerti "parigini": in primis una "teatralità" spiccata, connessa con una particolare ricerca dei contrasti, dei colpi di scena, di un'atmosfera grandiosamente drammatica che ben si innestò, negli anni a venire, sulle tendenze del teatro francese dell'epoca ed in generale sul gusto celebrativo proprio della Francia di quegli anni.




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