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Antonio VIVALDI
(Venezia 4.03.1678 - Vienna 26 o 27.07.1741)


LE QUATTRO STAGIONI (Clicca qui ed ascolta Ughi che spiega le 4 stagioni)


(Analisi del capolavoro)
(Dalla Locandina dell'Estate musicale del Garda - Direttore artistico UTO UGHI Concerto del 22 agosto 1997 a Salò)
Di Fulvia Conter:
I "Concerti delle Quattro Stagioni" sono opere talmente conosciute e popolari che sembra ormai impossibile commentare, ma che sono fra le più difficili non solo da eseguire, ma da comprendere veramente.
Le si ha nelle orecchie, la memoria le ha assimilate, quindi appartengono alla categoria delle opere che si crede di conoscere, delle quali si attende l'interpretazione, si dà per scontato l'assunto.
Invece, ad ogni ascolto dal vivo riescono a sorprendere, ad avvolgere l'uditore nella loro magia. Non solo perché si tratta di capolavori (i Quattro Concerti di Vivaldi poi, lo sono in assoluto) nei quali l'approccio del solista assume valore determinante, ma perché sono fondamentalmente lavori drammaturgici.
A prescindere dai sonetti apposti ad ogni movimento a stigmatizzare la programmaticità o il descrittivismo dell'opera, il magnifico violinista, operista e maestro di canto Vivaldi affida al proprio strumento il suo messaggio.
La prima vera metafora appare chiara: ad ogni stagione che passa corrisponde un diverso stato d'animo, il che si traduce in un diverso colore strumentale.

Il violino, tutto preso dal "Cimento dell'Armonia", lascia spazio "all'Invenzione", apre il sipario dell'immaginario.
La natura partecipa all'azione come sfondo, ineluttabile, con le sue luci desiderate o nemiche; il sentimento preconizza il romantico ideale dell'interdipendenza fra l'uomo e la Natura.
Si espande libero il canto del violino che trilla nervosamente o con morbidezza nel primo Concerto, un primo tableau-vivant cui segue la rappresentazione dell'amore e della passione (la tempesta che si sfoga come un ciclone e poi finisce).
Il Concerto in fa maggiore - "L'Autunno" - non è per tutti: è un atto in cui non ci sono dame ma solo uomini che si danno coraggio con la caccia, il vino, l'ebbrezza faunesca nei momenti lirici.
L'ultimo quadro (o possiamo chiamarlo atto, "L'Inverno"), oltre ad essere musicalmente il più proporzionato, offre la serenata, il congedo, tutto parole non dette, del violino protagonista, che canta sotto la pioggia.
Ed i brutti versi del sonetto alludono ad un folle desiderio di fuga, il ritorno alla giovinezza, come se tal desiderio lo potessero esaudire i venti.

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Teatro strumentale in Mozart, teatro con tanto di scene previste da Vivaldi, fino al siparietto finale di una Venezia dove balli, feste, corse e canti sono un ricordo che non riscalda.


Da: Guida all'ascolto della musica sinfonica di Giacomo Manzoni
Di Antonio Vivaldi (Venezia 4-III-1678 ---Vienna 26 o 27-VIII-1741)
(Op. 8 il Cimento dell'Armonia e dell'invenzione)

LE QUATTRO STAGIONI


Costituisce, e con ragione, il ciclo più noto di composizioni vivaldiane.
Sono quattro concerti ispirati ciascuno a una stagione dell'anno e costituiscono un esempio di musica descrittiva ad altissimo livello, uno dei primissimi di cui si abbia conoscenza.
Essi fanno parte dell'op. 8 (il cimento dell'armonia e dell'invenzione) e costituiscono un punto culminante nella produzione di Vivaldi.
La maestria del trattamento degli archi e particolarmente del violino solista è in tutti e quattro i concerti veramente eccezionale: si può dire che questo ciclo è un'opera di grande importanza non solo per l'intrinseca bellezza musicale, ma anche per gli orizzonti nuovi - tecnici ed espressivi - che apre alla musica. L'autore dei testi è ignoto: si tratta di quattro sonetti che seguono lo sviluppo musicale dei singoli concerti.



Botticelli:La Primavera

1) CONCERTO IN MI MAGGIORE ("LA PRIMAVERA") per violino, archi e organo (o cembalo).

Ascolta la primavera

Ecco il testo del sonetto a cui si ispira la composizione:


Angelo Landi: "Sul Garda (1918-1920)

Allegro
Giunt'è la primavera e festosetti
la salutan gli augei con lieto canto,
e i fonti allo spirar de' zeffiretti
con dolce mormorio scorrono intanto.
Vengon coprendo l'aer di nero ammanto
e lampi e tuoni ad annunziarla eletti;
indi, tacendo questi, gli augelletti
tornan di nuovo al lor canoro incanto.




Largo
E quindi sul fiorito ameno prato
al caro mormorio di fronde e piante
dorme 'l caprar col fido can a lato.




Claude Monet: Primavera
Allegro
Di pastoral zampogna al suon festante
danzan ninfe e pastor nel tetto amato
di Primavera all'apparir brillante



La musica segue passo passo l'andamento della poesia ed imita con grande forza suggestiva i singoli episodi: il canto degli uccelli, il temporale, la danza finale.
L'intenzione descrittiva arriva fino ai dettagli più secondari: per fare solo un esempio, nel "Largo" centrale la linea del violino solo indica il "capraro che dorme," quella dei violini dell'orchestra il "mormorio di fronde e piante" e quella delle viole "il cane che grida". (Durata 10 minuti)


2)CONCERTO IN SOL MINORE ("L'ESTATE") per violino, archi e organo (o cembalo):


Clicca qui se vuoi vedere Uto Ughi mentre illustra Vivaldi nella seconda parte della trasmissione) ed interpreta l'Estate durante la trasmissione di Rai tre del 13.04.2008 "Che tempo che fa" condotta da Fabio Fazio . Cerca e ascolta l'estate!


V.Van Gogh -Corvi sul campo di grano - 1890 -




Allegro non molto

Sotto dura stagion dal sole accesa
langue l'uom, langue il gregge ed arde il pino,
scioglie il cucco la voce, e tosto intesa
canta la tortorella e 'l gardellino.
Zeffiro dolce spira, ma contesa
muove Borea improvvisa al suo vicino;
e piange il pastorel, perché sospesa
teme fiera borasca e 'l suo destino.



V.Van Gogh -Estate -



Adagio
Toglie alle membra lasse il suo riposo
Il timore de' lampi e tuoni fieri
e di mosche e mosconi il stuol furioso.



Presto
Oh, che purtroppo i suoi timor son veri:
tuona e fulmina il ciel e grandinoso
tronca il capo alle spiche e a' grand'alberi.



Angelo Landi: "Il Garda in tempesta (1935)

E' indubbiamente il concerto di maggior efficacia descrittiva di tutto il ciclo: protagonista ne è la tempesta, di cui già si avverte l'avvicinarsi da lontano nel primo tempo e che scoppia nel finale in tutta la sua virulenza. (Durata 10 minuti)



3) CONCERTO IN FA MAGGIORE ("L'AUTUNNO") per violino, archi e organo (o cembalo). Ascolta l'autunno


Allegro
Celebra il villanel con balli e canti
del felice raccolto il bel piacere,
e del liquor di Bacco accesi tanti
finiscono col sonno il lor godere.


clicca sull'immagine!
Vincent Van Gogh: IL SEMINATORE 1888



Claude Monet: Il bateau-atelier 1876
Adagio molto
Fa che ognuno tralasci e balli e canti
l'aria che temperata dà piacere
e la stagion che invita tanti e tanti
d'un dolcissimo sonno al bel godere.

Allegro
I cacciator alla nov'alba a caccia
con corni, schioppi e cani escono fuore;
fugge la belva e seguono la traccia.
già sbigottita e lassa al gran rumore
de' schioppi e cani, ferita minaccia
languida di fuggir, ma oppressa muore.


Il protagonista dei primi due tempi del Concerto è Bacco: magistralmente l'autore riproduce in orchestra l'ebbrezza data dal vino, mentre l'"Adagio molto" centrale, che reca il titolo "Dormienti ubriachi," è una pagina magnifica per il clima trasognato e insieme intensamente lirico che riesce a determinare.
Il finale invece è tutto fremente di segnali di caccia, di rapide volate del solista e della massa orchestrale. (Durata 10 minuti)



CONCERTO IN FA MAGGIORE ("L'INVERNO") per violino, archi e organo (o cembalo)
Ascolta l'inverno

Allegro non molto


Claude Monet: La strada di Vetheuil: l'Inverno 1879


Agghiacciato tremar tra nevi algenti
al severo spirar d'orrido vento,
correr battendo i piedi ogni momento
e per soverchio gel battere i denti;



Kees Van Dongen: Quattro figure sotto la pioggia 1902-1904


Largo

passar al foco dì quieti e contenti
mentre la pioggia fuor bagna ben cento.


Louis Valtar: La fiammata 1898


Allegro

Camminar sopra il ghiaccio, e a passo lento
per timor di cader girsene intenti.
gir forte, sdrucciolar, cader a terra,
di nuovo ir sopra 'l ghiaccio e correr forte
sin che il ghiaccio si rompe e si disserra;
sentir uscir dalle ferrate porte
Sirocco, Borea e tutti i venti in guerra;
questo è 'l verno, ma tal che gioia apporte.


E' il miglior concerto del ciclo, sia per misura ed equilibrio costruttivo, sia per intensità d'espressione.
Al di là dell'intento descrittivo esso resta un pezzo di musica pura di grande bellezza: segnaleremo in particolare i contrasti efficacissimi del primo tempo e la melodia intensa del tempo di mezzo, accompagnata dai violini pizzicati che rappresentano "la pioggia" (didascalia originale). (Durata 10 minuti).


Claude Monet: Etreat, la pioggia 1885-1886 Nasjonalgalleriet, Oslo


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