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UGHI: "SENZA VIOLINO SAREI ANTROPOLOGO"

USA STRUMENTI DEL '700: "STRADIVARI PER MOZART E GUARNERI PER I ROMANTICI"


Il grande violinista Uto Ughi sarà in concerto sabato alle ore 20,30, al Cinema Teatro di Chiasso per la serata conclusiva del "Trittico concertistico autunnale" organizzato, tra gi altri, da "Arte e Musica sul Lario", Circolo Bellini di Moltrasio.

Lei suona due strumenti straordinari: un Guarneri del Gesù del 1744 e uno Stradivari del 1701, denominato "Kreutzer".
Qual'è la differenza sonora tra i due violini?

Lo "Stradivari" precisa Ughi a La Provincia - ha una voce più apollinea, plastica ed eterea, adatta al repertorio mozartiano, mentre il "Guarneri" ha una voce più pregnante, più romantica.
Per fare un paragone in pittura un Vermeer o un Rembrandt con un pittore rinascimentale italiano.


Il suo Bach pare quasi al limite della prassi esecutiva bachiana....

Penso che Bach, come del resto i grandi compositori, possa essere interpretato in tanti modi.
Non c'è un modo unico per interpretarli ed eseguirli. C'è un filone della grande tradizione bachiana, come Hans Richter, o imperniato sulla capacità poetica e inventiva, come Pablo Casals, che ho avuto la fortuna di conoscere.
Un altro grande interprete di Bach è stato Andrés Segovia.
Per me la Ciaccona ha un grande pathos espressivo, quasi preromantico.
Del resto Schweitzer, che è stato uno dei più grandi esegeti ed interpreti del musicista di Eisenach, asseriva che Bach era un poeta, un musicista ed un pittore.


Come si costruisce un'esecuzione?

Con l'informazione, la tradizione, lo stile e la prassi esecutiva dei grandi interpreti che ci hanno preceduto.

Quali violinisti hanno inciso di più sulla sua formazione?

Non ne esiste uno in particolare. Non c'è, a mio avviso, un violinista universale da cui s'impara tutto. Ognuno ha una propria specialità. Il Mozart di Grumiaux e le sue Sonate beethoveniane con la Haskil rappresentano dei grandi modelli interpretativi.
Così come le Sonate e le Partite di Bach eseguite da Szeryng o il grande virtuosismo romantico e postromantico di Heifetz, per non dimenticare Ojstrakh e la scuola russa.


Secondo lei il fattore acustico è importante per la scelta di una sala o di un teatro?

E' fondamentale. Su questo tasto mi batto molto. In Italia quando si fanno i restauri non si guarda il lato acustico, ma solo quello estetico.
Questa è una carenza gravissima. Una sala con una pessima acustica dimezza il suono e rovina un'interpretazione.


Cosa ne pensa della crisi e della decadenza della musica classica in Italia?

Va di pari passo con la crisi culturale, la crisi spirituale e la crisi dei valori. Il consumismo ha portato a dare risalto ai valori edonistici e non a quelli spirituali.

Lei è considerato un uomo di destra. Cosa ne pensa della politica e come influisce sull'arte?

Non sono mai stato ne' un uomo di destra ne' di sinistra. Ho esercitato la mia arte a prescindere da qualsiasi credo politico.
Sono convinto che l'arte e la cultura siano un valore universale che va al di la' dell'etichetta politica. Bisogna mirare al risultato ed alle intenzioni, non al colore del partito.


Ha fondato due festival (Omaggio a venezia e Omaggio a Roma), può parlarcene?

Il primo voleva essere una sorta di omaggio ai monumenti della città e voleva compenetrare l'arte figurativa con quella musicale. Gli artisti venivano gratuitamente - reicordo Bernstein, Menuhin, Segovia, Rostropovich - a davano il loro contributo per il restauro del patrimonio artistico. Di tutt'altra finalità l'Omaggio a Roma.
Si tratta di un recupero dei giovani, al fine di ravvivare l'interesse e la curiosità della cultura musicale che in Italia è un po' trascurata. Suonano giovani di talento, che devono farsi conoscere, ma che non hanno talvolta possibilità di salire sui palcoscenici.


Se non fosse diventato un violinista qiale professione avrebeb intrapreso?

Qualsiasi cosa inerente alla cultura oppure mi sarebbe piaciuta moltissimo l'antropologia.
Mi pace conoscere l'uomo nei suoi differenti aspetti. Quando posso faccio viaggi per conoscere nuovi paesi, nuovi mondi, con lo spirito dell'antropologo, dello studioso dell'uomo.


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