Uto Ughi: "Scuola e TV uccidono la musica
Intervista al Maestro: lezione concerto domenica nella Basilica francescana con
"Le quattro Stagioni" di Vivaldi. "Ma poi vorrei andare in Venezuela per strappare, con
la musica, i ragazzi dalla strada".

Caracas
Il violinista suonerà ad Assisi e lancia un nuovo progetto per i ragazzi: "In un dvd spiegherò
come si affronta una partitura. Così spero di attirare i più giovani."
Difficile immaginare che parlare del concerto di Omaggio all'Umbria appuntamento per domenica
6 marzo nella Basilica Superiore di Assisi - sarebbe stata un occasione per raccogliere un ultimatum
per la sopravvivenza della musica classica in Italia.
Se non si fa opera di semina, abbiamo le ore contate;
il ricambio di pubbico non c'è e si fa ben poco per avvicinare i giovani".
A lanciare l'allarme è Uto Ughi, il grande violinista che sarà ad Assisi CON I fILARMONICI DI ROMA.
Maestro Ughi, cosa non funziona nel rapporto giovani-musica?
La mancanza di educazione musicale nelle scuole. La frequentazione delle sale da
concerto è direttamente proporzionale all'educazione ricevuta. E tutto questo non è
certo colpa dei ragazzi non si puo' amare quello che non si conosce. Ogni anno organizzo
una serie di concerti a Roma dedicati proprio ai giovani: apro le prove e l'ingresso è
gratuito.
Ma che fatica.
Occorrerebbe che in ogni città d'Italia ci fossero tali iniziative, naturalmente con il
sostegno delle istituzioni.
Pensa che i suoi colleghi si spenderebbero per questa causa?
Se vogliono sopravvivere, sapendo che in gioco c'è il futuro della musica, devono
farlo.
Scusi, non mi dirà che le colpe stanno tutte da una parte?
Anche noi musicisti abbiamo molte responsabilità. Per anni ci
siamo arroccati nelle nostre torri d'avorio facendo concerti per élite e non pensando
al futuro della musica.
Ad Assisi suonerà le "Quattro Stagioni di Vivaldi", questa partitura può attrarre
un ragazzo al pari di brani pop o rock?
La grande musica è tale in tutte le epoche. Le "Quattro Stagioni"
poi sono uno dei primi esempi di musica descrittiva accompagnati da sonetti composti dallo
stesso Vivaldi sono l'ideale per un concerto che vuole aiutare i giovani ad avvicinarsi
alla musica. Certo sarebbe stato molto duro partire, per esempio da una fuga di Bach.
Questo concerto che mi vedrà impegnato anche nella spiegazione della partitura, diventerà poi
un dvd.
Lei ascolta la musica dei giovani?
Certo, ma mi rendo conto, tranne in rari casi, di come la cifra
dominante sia quella dell'uniformità, dell'insulsaggine, della ripetitività globalizzata.
Le canzoni di Sanremo? Sono tutte uguali. La chiamano musica popolare ma non ha nulla
a che spartire con l'accezione di "popolare" che ha ispirato musicisti come Beethoven.
Dobbiamo disintossicarci da questo ciarpame che ci invade, da questa ondata di
conformismo musicale che ci appiattisce.
E chi c'è dietro a tutto questo?
La volontà di tenere la gente nell'ignoranza così da poterla
meglio pilotare. Purtroppo oggi si preferisce affidarsi a una paccottiglia indefinita
di suoni piuttosto che ai classici: non parlo solo di Settecento, ma anche dei grandi
del Novecento, spazzati via con un colpo netto. La televisione, l'atomica del cervello,
ha una grande responsabilità in questo: la tv generalista è vuota di cultura".
Qual'è la sua ricetta allora?
Occorre andare nelle scuole, far conoscere la musica, trasmettere
ai giovani la passione per il bello. Sono convinto, poi, che la musica vada portata
tra la gente. Ho suonato in carcere, in ospedale e mi sono reso conto che ha un grande
effetto terapeutico: è un viatico per chi soffre, una compagnia per chi è solo.
Dove vorrebbe portare la sua musica?
In Venezuela, dove il Ministro della Cultura Abreu ha creato
orchestre giovanili per strappare i giovani dalla strada: per questi ragazzi suonare
è un titolo di onore, un riscatto sociale. Una bella lezione.
|