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UGHI: "IL PROBLEMA SONO I TAGLI E GLI SPERPERI DEI DIRETTORI SCELTI DAI POLITICI"



da Repubblica del 7.07.2010
di Mariella Tanzarella


Più della legge sulle fondazioni liriche, sono continui tagli alla cultura il vero malanno di questo paese!
Chi lo dice è Uto Ughi uno dei più popolari violinisti contemporanei, da sempre voce critica del sistema musicale italiano.


Maestro Ughi, ora che il decreto Bondi è diventato Legge, che prospettiva vede per la lirica e per la musica?

La legge approvata da poco va giudicata nel momento in cui viene messa in atto ed è ancora presto. Personalmente ritengo più grave il fatto che non affronta per niente la questione dei tagli continui che stanno mettendo realmente a rischio tutta l'attività del settore in Italia. Un problema nato già da tempo ma che si affianca a una cattiva abitudine tutta italiana.

Quale?

Di affidare la gestione dei teatri a persone incompetenti, mere pedine messe li' dai politici le quali poi finiscono per causare solo i grandi sperperi che poi sono quelli che hanno pesato sui bilanci dei teatri.

Cosa ci vuole per cambiare?

Bisognerebbe cambiare le teste di chi ci governa. La cultura musicale italiana in senso lato, non solo la lirica è gravemente minacciata. L'Italia è fatta di tante piccole realtà musicali, ottime, importanti, serie. Che stanno sparendo, o sono già sparite per mancanza di sostegni adeguati. D'altronde anche qui è un processo innescato da molti anni. Una diseducazione crescente. Dalle scuole alla tv dove non si fa mai promozione di un patrimonio nazionale come è quello musicale.

All'estero è diverso?

All'estero ci sono figure professionali nei posti importanti, per esempio. Devo dire che siamo in una delle situazioni più umilianti mai vissute. E questa legge non dà ottimismo.


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