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LESSICO MUSICALE
Da Lessico Musicale di Gianfranco Maselli
E' la forma più elaborata del CONTRAPPUNTO, nella quale, come
dice lo stesso termine, il tema nei suoi due aspetti di SOGGETTO e di RISPOSTA
(che è lo stesso soggetto esposto alla dominante) fugge davanti a se stesso
fino quasi a raggiungersi e a intrecciarsi negli STRETTI.
Si ha una fuga "reale" quando la risposta rispetta esattamente la successione
degli intervalli del soggetto; ciò spesso per non alterare il carattere
melodico del tema. Più generalmente la risposta viene invece modificata
in modo che al primo GRADO della tonalità del soggetto corrisponda il quinto
e al quinto il primo. Si evita così ogni ambiguità tonale tra soggetto e
risposta.
A differenza del CANONE che consiste nella esatta, rigida ed equidistante
IMITAZIONE di tutto quanto viene esposto dalla prima voce, la fuga ha una
struttura, pur nella sua maggior complessità, assai più libera; mentre infatti
il canone non può che avere uno svolgimento ben preciso, gli elementi di una
fuga possono dar luogo ai più svariati sviluppi. Ed è appunto nello sviluppo
che la fuga assume la sua fisionomia che la distingue da altre forme di
contrappunto imitativo. Elemento determinante di questo sviluppo è spesso
il CONTROSOGGETTO, che viene proposto dapprima dalla voce che ha proposto
il soggetto ad accompagnamento contrappuntistico della risposta e che
viene poi generalmente ripreso ogni qualvolta si ripresentano, nel corso
della fuga, il soggetto e la risposta, con l'eccezione degli stretti.
A) ESPOSIZIONE, nella quale soggetto e risposta si alternano nelle varie voci di
cui può essere composta una fuga (donde la definizione di fuga a due, tre,
quattro voci ecc.), voci che entrano una dopo l'altra dopo che la voce
precedente ha termonato di esporre il tema.
B) DIVERTIMENTO, formato da elementi tematici o ritmici tratti dal
controsoggetto o dal soggetto.
C) Controesposizione, che è una nuova esposizione nella quale soggetto
e risposta s'invertono le parti.
D) Altro divertimento, questa volta modulante, che precede una
E) Nuova esposizione nel tono relativo (V. TONALITA'). Ossia, se la fuga è,
per esempio, in do maggiore, questa nuova esposizione sarà in la minore e
viceversa se la fuga è in la minore.
F) Terzo divertimento, modulante anch'esso, giacchè porta al
G) Passaggio del tema attraverso i toni vicini.
H) PEDALE abbastanza ampio sulla dominante che prelude agli
I) Stretti, ossia al punto in cui, come si diceva, soggetto e risposta si
intrecciano, senza più controsoggetto.
J) PEDALE di tonica, sul quale riappaiono soggetto, risposta e controsoggetto
che concludono la fuga.
E' da notare che nel trattamento del tema, nel corso di una fuga, possono
essere usati tutti quegli accorgimenti contrappuntistici chiamati diminuzione,
aumentazione, inversione ecc.SOGGETTO. Forse più complesse di fuga sono
quelle che si avvalgono di più soggetti, con relativi nuovi controsoggetti
e ulteriori esposizioni e controesposizioni.
Talvolta è lo stesso primo controsoggetto a divenire tema, avendo come
accompagnamento contrappuntistico un nuovo controsoggetto.
Questo schema, tuttavia, come tutte le regole dettate dai TEORICI
"a posteriori", è più che altro un mosaico nel quale si sono inseriti i
tasselli che si potevano trarre dalle fughe "vere" ossia dalle fughe d'arte
e non accademiche. Queste, come si può abbondantemente constatare nell'Arte
della fuga" di Bach, che rappresenta il più compiuto monumento di questa forma
contrappuntistica, dànno sconvolgenti sorprese a chi conosca la fuga solo
attraverso la sua artificiosa e pedantesca ricostruzione dovuta ai teorici
del secolo passato e ai loro moderni epigoni.
Si hanno infatti splendide e perfettissime fughe che mancano dell'esposizione
al tono relativo, che ignorano l'inversione fra soggetto e risposta nella
controesposizione, che non usano un controsoggetto obbligato, che saltano
allegramente il pedale sulla dominante, che hanno gli stretti già nella
controesposizione e che, magari, ne sono prive alla fine, che non adottano
divertimenti modulanti ecc.; tanto che viene da domandarsi seriamente se Bach
riuscirebbe a superare l'esame di fuga al Conservatorio.
La fuga è il primo compiuto esempio di una forma musicale complessa e articolata
che si svolga per germinazione dei suoi elementi iniziali, dai quali trae
l'intera materia per il suo svolgimento.
Questi elementi possono anche essere semplicissimi (il tema sul nome BACH
corrisponde nella notazione tedesca alle note si bemolle, la, do, si naturale)
e dare egualmente luogo a ricchissime combinazioni tematiche e ritmiche.
Questa speculazione sulle possibilità insite in microstrutture è uno degli
elementi sui quali si fonderà, soprattutto a partire da Webern, gran parte
della musica dei nostri giorni.
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