|
Da Lessico Musicale di GianFranco Maselli
Danza spagnola del 1600, forse importata dall'America.
Il suo nome originario "passacalle" (da "passar per strada") fa pensare
che fosse usata, agli inizi, dai musici che vagavano per le vie
delle città spagnole.
Adottata ben presto dalla musica colta, la Passacaglia conservò il
tempo ternario originale con un basso generalmente ostinato (v. BASSO OSTINATO)
di quattro o otto battute sul quale si svolgevano spesso delle VARIAZIONI.
Frequente nell'Opera ( il "lamento di Didone" nel Dido and Aeneas di Purcell
ne è l'esempio più celebre), nel Balletto (Lulli, Häendel, Mozart) e anche
nella musica sacra (Monteverdi), essa trova soprattutto nella musica
strumentale, e in particolar modo in quella per organo e clavicembalo,
(Frescobaldi, Couperin, Buxtehude), il suo maggior uso e, nella Passacaglia
in do minore di Bach, la sua più alta espressione.
Formalmente, la Passacaglia è talmente simile alla CIACCONA che gli
stessi teorici del '700 non sono d'accordo tra loro nel distinguere
le due forme.
La comune e contemporanea origine spagnola non aiuta certamente a
risolvere questo piccolo e, in realtà, non vitale problema.
Nel nostro secolo, la Passacaglia, è stata frequentemente usata,
anche se talvolta in modo non facilmente riconoscibile.
La Passacaglia del primo atto del Wozzeck di Berg dell'antica forma
conserva praticamente solo la variazione.
Ravel. Hindemith, Schönberg, Webern, Petrassi sono fra i musicisti che
hanno trovato in questa nobile danza una forma che, senza nostalgici
ritorni al passato, ben si adattava al loro stile.
|