La versione del mito frigio di Attis narra che il giovane, impazzito per opera della dea Agdìstis la quale non voleva si sposasse con la principessa
Atta, figlia del re Mida di Pessinonte, si evirò sotto un pino e morì.

Dal suo sangue crebbero viole dai petali rosseggianti. Disperata per la sua morte, anche Atta si uccise e dal suo sangue nacquero altre viole.






Il culto in onore di Attis, che si praticava nella Roma imperiale, prevedeva che il 22 marzo, detto
dies violae, il giorno della viola, si
svolgesse una processione sacra durante la quale si trasportava un tronco di pino ornato di ghirlande di questi fiori.
La viola nata dal sangue di Attis e da quello di Atta permette di ipotizzare l'esistenza di un mito arcaico dov'è protagonista l'eroe
della viola, colui che si sacrifica per trasformarsi nel fiore.
LE VIOLE DI IONE E DI ATENE
Una eco dell'eroe la ritroviamo anche nel mito di Ione, il capostipite degli Ioni, il cui nome presenta la stessa radice della parola greca che
designa la viola.
Si racconta che Ione, dopo avere inseguito a lungo un cinghiale, giunse alle rive dell'Alfeo dove le Ioniàdes, le ninfe delle viole, gli offrirono
una corona intrecciata di viole gialle, simbolo di regalità divina e umana con la quale egli ricevette l'investitura della Pisatide.
Perciò questi fiori furono detti gli
ànthè Iaonìnthe, i fiori della Ionia.
Qui la viola non nasce dall'eroe ma il mito è probabilmente la tarda contaminazione di un altro d'età antecedente, come dimostra un passo di
Pausania in cui si dice: " A Potamoì, nel territorio attico, vi è il sepolcro di Ione, figlio di Xuto: anche costui infatti, visse ad Atene e comandò l'esercito ateniese nella
guerra contro Eleusi".
Di là dalla storicizzazione dell'eroe questa annotazione ci permette di capire perchè gli ateniesi che si vantavano di essere discendenti
degli Ioni, avessero una particolare predilezione per la viola, tant'è vero che si dicevano "coronati di viole" e chiamavano la loro stessa città
come ci ricorda Pindaro,
Iostéphanoi Athénai, Atene coronata di viole, cinta col fiore sacro che conferiva regalità e potenza.
Ma coronate di viole erano anche molte dee, da Afrodite alle Muse, da Thetis a Core: quest'ultima per ricordare che nel prato dov'era stata rapita
vi era, accanto al narciso e ad altri fiori, anche la viola.
Sicchè non sarebbe del tutto infondato ritenere che in epoca arcaica la viola fosse l'attributo di una divinità androgina.
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