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L'ACERO DI FOBOS
(di Alfredo Cattabiani)
In autunno le foglie di molti aceri, dall'Acer platanoides
all'Acer rubrum, dall'Acer saccharinum all'Acer palmatum, diventano rosso
sangue dopo essere trascolorate dal giallo all'arancio. Il vermiglio fece
attribuire a questi alberi un carattere funesto, sicchè furono dedicato a
Fobos,
il dio della Paura figlio di Ares, di cui era l'accolito nelle
battaglie col fratello Deimos, il Panico. Per questo motivo i Greci come
d'altronde i Romani, all'acero preferivano come pianta ornamentale il
platano le cui foglie non assumevano quel colore funesto.
Nel folklore europeo divenne invece un albero prezioso per
allontanare i pipistrelli che, in base ad una credenza alsaziana,
avrebbero avuto il potere di far abortire le uova delle cicogne appena
le toccavano. Per difendersene le cicogne mettevano nei nidi ramoscelli
di acero che respingevano gli indesiderati ospiti. br>
Anche gli uomini ne
posavano qualche fronda sopra gli usci e le finestre delle case per evitare
che i pipistrelli vi penetrassero succhiando, secondo una convinzione
infondata, il sangue dei bambini.
Una fiaba ungherese narra che sul terreno dove una principessa
era stata sepolta dal suo assassino nacque un acero che servì a un pastore
per fabbricare un flauto: o meglio un flauto magico, se a un certo momento
cominciò a parlare denunciando l'autore del delitto.

Di là dalla favola il
legno degli aceri, compreso quello campestre, spontaneo in tutta l'Italia
ma dalle foglie autunnali giallo ambra, è adatto alla fabbricazione degli
strumenti musicali: tant'è vero che viene usato per il fondo, le fasce
laterali e i manici dei violini. Fu Antonio STRADIVARI a utilizzare per
la prima volta, nel XVII secolo, un ponte d'acero per sostenere le corde.
Il legno, grazie alla compattezza e alla bella colorazione delle venature,
è usato nei lavori di ebanisteria e di intarsio.
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