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LA CANNA che diventa strumento musicale
(di Alfredo Cattabiani)

Le canne più celebri della mitologia greca furono quelle in cui venne trasformata un'amadriade arcade, Siringa.
Ovidio fa raccontare l'episodio a Mercurio,


sceso in terra per addormentare Argo dai cento occhi al quale doveva sottrarre la giovenca Io per incarico di Giove.

Siringa seguace di Diana, si era votata alla castità.
Quando Pan la incontrò mentre lei tornava dal monte Liceo, tentò di sedurla con parole suadenti.
Ma la ninfa sorda alle sue preghiere, fuggì per le forre finchè non giunse al placido, sabbioso fiume Ladone che era tuttavia troppo profondo per permetterle di continuare la corsa.

Disperata scongiurò le acquatiche sorelle di mutarle le sembianze; e a Pan non restò altra consolazione che stringere fra le mani un ciuffo di canne palustri:


Mentre egli sospira, l'aria vibrando nelle canne
Suscitò un suono dolcissimo, simile a un lamento;
E il dio incantato da quella soave musica inaudita:
"Così continuerai a farmi compagnia" disse
e, saldate con cera cannucce di lunghezza diversa,
mantenne allo strumento il nome della fanciulla.(1)



Sulla scia di questo mito le canne ispirarono nel linguaggio ottocentesco dei fiori il simbolo della Musica.

1) Ovidio,Metamorfosi, I, 690-712
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