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LA TERRA A PRIMA VISTA SEMBRA PIATTA
A prima vista chi si sognerebbe mai di dire che la Terra non è "piatta"?
Scommetterebbe qualcuno una sola lira per sostenere che la Terra ha forma sferica?
E che gira così velocemente a trottola e attorno al Sole?
Quando vennero fuori le prime misure sulla sfericità della Terra nacque il
problema del "sottosopra".
Se noi qui stiamo con i piedi in giù e la testa in su, come dovrebbe stare un
nostro fratello se si trovasse agli antipodi?
A prima vista sembrerebbe ovvio. Sottosopra. La sua testa dovrebbe poggiare per
terra e i suoi piedi dovrebbero essere in aria.
Stiamo citando il pensiero dei più acuti intelletti del mondo che si posero
il problema degli "antipodi": quando vennero fuori le prime prove che
la Terra doveva essere non piatta ma sferica.
Il problema degli "antipodi" fu al centro dell'attenzione dei pitagorici e della
scuola di pensiero che faceva capo a Platone.
I nostri antenati chiamarono "antipodi" gli ipotetici abitanti dell'Emisfero
Australe.
Furono i navigatori portoghesi a recare la prova decisiva che il continente
"opposto" al nostro era abitato.
Oggi nessuno mette in dubbio che agli antipodi dell'Europa ci sia una parte
dell'Oceano Pacifico in cui l'unica terra emersa è la Nuova Zelanda.
Chi osservasse da un'ipotetica astronave i cittadini che camminano sulle strade
d'Europa e quelli che si muovono sulle strade della Nuova Zelanda vedrebbe
che i loro piedi sono sempre verso il,centro della Terra.
Non come pensavano i nostri antenati. Alla base della nostra comprensione
di questi fenomeni c'è l'atto di modestia galileiana, (1) che è l'esatto
contrario della presunzione di sapere tutto senza mai far prove.
Volendo capire la realtà degli antipodi era necessario inventare il piano
inclinato per riuscire a misurare l'accelerazione di gravità.
Solo studiando come cadono le pietre e come oscillano i pendoli sarebbe
stato possibile venire a capo di una realtà incredibile.br>
Infatti - se osservate da un ipotetico inesistente extraterrestre - le nostre
teste apparirebbero sottosopra rispetto a quelle dei nostri amici neozelandesi.
Nessuno oggi mette in dubbio che agli antipodi il giorno e la notte sono
in relazione opposta al nostro giorno ed alla nostra notte.
E anche le stagioni.
Quando per noi è mezzanotte, per i nostri amici nel punto opposto della
Terra sarà mezzogiorno.
Quando per noi sta per incominciare il nuovo giorno, per loro la giornata
volge verso la fine.
Quando per noi è Inverno , per loro è Estate.
Quando per noi finisce l'Inverno e arriva la Primavera, per loro finisce
l'Estate e viene l'Autunno.
Per noi quindi inizia un nuovo ciclo di stagioni mentre per loro il ciclo
di stagioni volge verso la fine.
Se ci trovassimo a una certa latitudine e longitudine nell'emisfero Nord,
i nostri amici si troverebbero nell'emisfero Sud alla nostra stessa
latitudine (con segni negativo, per convenzione).
La loro longitudine deve differire di mezza circonferenza e cioè
di centottanta gradi: il che, in termine di fuso orario, corrisponde
a una differenza di dodici ore.
Ecco perché se per noi è mezzanotte, per loro è mezzogiorno.
Tutte cose ovvie, oggi.
Però non dobbiamo dimenticare che se la Terra fosse come appare a prima vista,
piatta e ferma, nulla di ciò che abbiamo detto sarebbe possibile.
1) L'esperienza insegna ad essere modesti
Ecco le esatte parole di Galilei:
"E da questo
che dico,
se altro
non ne sapessero imparare,
ne apprendino
al meno
la modestia, …".
Galileo Galilei, Opere VI, 108.
Per capire l'Opera dell'Artefice Onnipotente
Ecco le esatte parole di Galilei:
"Chi mira più alto,
si differenzia più altamente;
e 'l volgersi al gran libro della natura,
che è'l proprio oggetto della filosofia,
è il modo per alzar gli occhi:
nel qual libro,
benché tutto quel che si legge,
come fattura d'Artefice onnipotente,
sia per ciò proporzionatissimo,
quello nientedimeno è più spedito,
e più degno,
ove maggiore,
al nostro vedere,
apparisce l'opera e l'artifizio".
Galileo Galilei, Opere VII, 27.
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