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L'USIGNOLO …Che cosa canterai, usignolo, questa notte? Che cosa canterà? Una favola antica? Il respiro del mare? I dolori del vento? L'elegia op, 27 N. 3? Il segnale orario della R.A.I.? Silenzio. Ora comincia. Appena appena. Odi quel gorgheggio sottovoce, tremula filigrana di cristallo? Ti ricordi l'ultima volta che cantò? Le cose che diceva? Amore non dormire, ti diceva, la notte è breve, all'alba sarà troppo tardi, fuggiamo, la strada è bianca, le praterie riposano, vedi laggiù di là dei boschi il palazzo incantato dove…? Certo, era in cima a quelle piante. Si capisce, il posto non è più riconoscibile, sembra tutto diverso oggi che piove, le fronde pendule e cenciose, il fango, il cielo grigio eccetera. Eppure…… Qui? Alberi qui? Un giardino qui? Assolutamente escluso. Se mai ci fu vegetazione, al massimo muschi e licheni saranno stati. Una villa? Una villa abitata in questo sito? Cavaliere, che cosa mai le viene in mente? No, no non c'è mai stata creatura viva qui. Pietre, lo vedo bene, nudi sassi e basta. Come? Un usignolo, dice? Un famoso usignolo che venivano apposta da lontano per sentirlo? Sommamente ridicolo a pensarci. Tutt'al più, nei tempi antichi, proprio nelle circostanze favorevoli, se mai, qualche cornacchia, qualche upupa, qualche randagio pipistrello. |
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