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da:La sonata a Kreutzer
(di Leone Tolsoj)
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.......................La primavera era appena iniziata. Viaggiavamo già da due
giorni. Nel vagone andavano e venivano viaggiatori che percorrevano
tragitti brevi, ma vi erano tre passeggeri che, come me, erano saliti alla
stazione di partenza del treno: una signora non bella e non più giovane,
fumatrice, dall'espressione stanca..................................
Il commesso guardò l'avvocato, la signora e me, trattenendo in modo
evidente il sorriso e pronto a deridere o approvare il discorso del
mercante in base a come sarebbe stato accolto.
"Quale timore?" disse la signora.
"Ma questo: temere il proprio ma-ri-to! Ecco quale timore."
"Sì, ma questi tempi sono ormai passati, nonno," disse la signora con un
certo astio.
"No signora, questi tempi non devono passare. Dato che lei, Eva, è stata
creata dalla costola di un uomo, così sarà fino alla fine dei secoli."
Disse il vecchio scuotendo la testa così intensamente e risolutamente che
il commesso decise subito che la vittoria sarebbe stata del mercante e
scoppiò in una sonora risata.
"Sì, è così che la pensate voi uomini, - disse la signora senza darsi per
vinta e guardando noi - vi siete attribuiti da soli la libertà e volete
tenere la donna nel terem (gineceo russo; generalmente occupava la
parte superiore delle case dei ricchi boiardi) mentre a voi stessi concedete
tutto".
"Il permesso nessuno lo dà a nessuno, semplicemente il fatto è
che l'uomo non porta a casa nulla, mentre la donna è un fragile vaso",
continuò a sentenziare il vecchio.
La solennità del tono del mercante, evidentemente avvinceva
gli ascoltatori e anche la signora incominciava a sentirsi avvilita, ma
non volle darsi per vinta.
"Sì, ma io penso, voi sarete d'accordo, che una donna sia una persona che
possiede dei sentimenti, come un uomo. Allora che può fare se non ama il
marito?"
"Non l'ama! - Ripetè burbero il mercante, aggrottando le sopracciglia e
le labbra - Deve amarlo!"
Questo argomento inatteso piacque particolarmente al commesso,
che emise un suono di approvazione.
"Ma no, non lo amerà, - disse la signora - e se non c'è amore non ci si può
fare nulla".
"E se la donna tradisce il marito, allora che cosa si fa?"
Chiese l'avvocato.
"Questo non deve accadere, - disse il vecchio - bisogna stare attenti."
"Ma se succede, che si fa? A volte succede."
"A qualcuno succede, ma non da noi," disse il vecchio.
Restarono tutti in silenzio per un po'. Il commesso si agitò, si spostò
ancora e volendo evidentemente non rimanere tagliato fuori, sorridendo cominciò:
"Certo, anche da noi a un giovane è capitato uno scandalo. Anche se giudicare
è molto difficile. Gli capitò una moglie proprio scervellata che cominciò a
comportarsi come un diavolo. Lui era un giovane serio con una certa cultura.
All'inizio lei si mise con un impiegato. Lui cercò di convincerla con le buone.
Non servì. Lei fece qualsiasi tipo di porcheria. Cominciò a rubargli anche i
soldi. Lui la picchiò. Niente, tutto peggiorò. A uno non battezzato, a un
ebreo, se mi consentite il termine, si era legata. Che cosa doveva fare lui?
L'ha lasciata definitivamente. Così lui vive come uno scapolo e lei bighellona".
Perché è uno stupido, - disse il vecchio - se sin dall'inizio
non le avesse lasciato la libertà, ma l'avesse sottomessa, sarebbe vissuta
secondo le regole. Non bisogna dare la libertà fin dall'inizio. Non fidarti
del cavallo nel campo, della moglie a casa."............
……………………….."Un po' all'antica il nonno!" Disse il commesso.
"Ecco il Domostroj (Codice di vita e di comportamento del sec. XVI,
che riportava regole di vita patriarcale) in persona, - disse la signora
- quali barbare idee sulle donne e il matrimonio!"
"Sì, siamo lontani noi dal concetto europeo di matrimonio,
" disse l'avvocato.
"Ma la cosa più importante che non capisce questa gente, - disse la signora -
è che il matrimonio senza amore non è un matrimonio, che soltanto l'amore
consacra il matrimonio e che è autentico solo il matrimonio consacrato
dall'amore."
Il commesso sorrideva e ascoltava cercando di ricordare,
per poi riutilizzarle, il maggior numero possibile di frasi che gli sembravano
intelligenti. A metà del discorso della signora, dietro di me, si udì un
suono simile a una risata strozzata o a un singhiozzo e, guardando, notammo
che il mio vicino, il signore solitario, dai capelli bianchi e dagli occhi
brillanti, durante la discussione, che evidentemente lo aveva interessato,
si era avvicinato a noi inosservato. Stava in piedi, appoggiando le mani allo
schienale de sedile ed era, evidentemente, molto turbato: aveva il viso
arrossato e gli vibrava un muscolo della guancia
"Ma che specie d'amore....amore....quale amore consacra il
matrimonio?" Disse, balbettando.
Notando lo stato d agitazione dell'interlocutore, la signora cercò di
rispondere nel modo più gentile e preciso possibile.
"L'amore vero...Se c'è questo amore tra un uomo e una donna, allora è
possibile il matrimonio," disse la signora.
"Ma che cosa intendete per amore vero?" Disse il signore dagli
occhi brillanti, sorridendo in modo impacciato e un po' intimidito.
"Ognuno sa che cos'è questo amore," disse la signora, desiderando evidentemente
troncare il discorso con lui.
"Ma io non lo so, disse il signore - bisogna stabilire che cosa intendete."
"Come? Ma è molto semplice, - disse la signora, ma intanto ci pensò sopra -
l'amore? Amare significa preferire esclusivamente uno o una a tutti gli altri",
disse.
"Preferire per quanto tempo? Per un mese? Per due giorni, per mezz'ora?.
Proferì il signore canuto e cominciò a ridacchiare.
"No, scusate, ma evidentemente voi non parlate della stessa cosa."
"No, parlo proprio di questo."
"Dicono, - disse l'avvocato indicando la signora - che il matrimonio deve
basarsi, innanzi tutto, sull'affetto, sull'amore se volete, e se esiste questo
sentimento solo allora il matrimonio può essere considerato qualcosa di sacro.
Pertanto in qualsiasi matrimonio che non si basi su un sincero affetto,
amore se volete, non è moralmente vincolante.
Ho capito bene?" Domandò rivolto alla signora.
La signora con un cenno del capo, approvò l'interpretazione del suo pensiero.
E poi.continuò il discorso l'avvocato, ma il signore nervoso con gli occhi
che ora sembravano ardere, trattenendosi evidentemente a stento e non
dando all'avvocato la possibilità di terminare, cominciò:
"No, io parlo proprio di quello, della preferenza per uno o una rispetto a
tutti gli altri; ma io chiedo soltanto: preferenza per quanto tempo?"
"Per quanto tempo? A lungo, per tutta la vita a volte," disse la signora
alzando le spalle.
"Sì ma ciò succede solo nei romanzi, mai nella vita. Nella vita questa
preferenza dura un anno, abbastanza raramente, più spesso dura dei mesi,
a volte settimane, giorni, ore," disse, evidentemente sapendo che avrebbe
stupito tutti con i suoi pensieri, e contento di ciò.
"Ma che dite. Ma no! No, scusate," esclamammo tutti e tre all'unisono.
Perfino il commesso emise un suono di dissenso. "Sì lo so ci urlò con una voce
che superava le altre, il signore dai capelli bianchi - voi parlate di ciò
che si pensa esista, io parlo di ciò che esiste. Qualunque uomo prova ciò che
voi definite amore per qualsiasi bella donna."
"Ah, ma è terribile ciò che dite; non c'è forse tra le persone quel sentimento
che viene definito amore e che dura non mesi ed anni, ma per tutta la vita?"
"No, non c'è. Anche se supponiamo che un uomo possa preferire una certa donna
per tutta la vita, allora la donna, verosimilmente, preferirà un altro;
così è sempre stato ed è nel mondo," disse e, estratto il portasigarette,
incominciò a fumare.
"Ma può anche essere che il sentimento sia ricambiato," disse l'avvocato.
"No, non può essere, - replicò- così come non può avvenire che in un carico
di piselli, due piselli precedentemente contrassegnati, stiano uno di
fianco all'altro. Inoltre qui non si tratta di semplice improbabilità,
ma piuttosto di sazietà. Amare per tutta la vita una donna o un uomo è come
sostenere che una candela resterà accesa tutta la vita," disse il vecchio
aspirando avidamente il fumo della sigaretta.
"Ma voi parlate sempre dell'amore fisico. Davvero voi non ammettete che vi
sia un amore fondato su ideali comuni, su un'affinità spirituale?" Chiese la
signora.
"Affinità spirituale! Ideali comuni! - Ripeté il vecchio emettendo il suo
tipico verso - Ma in questo caso perché dormire insieme (scusate la volgarità)?
La gente allora dovrebbe andare a letto insieme per dei semplici ideali
comuni," disse e rise nervosamente.
"Ma scusate, - disse l'avvocato - i fatti contraddicono ciò che voi sostenete.
Noi vediamo che i matrimoni esistono, che tutta l'umanità, o una buona parte
di essa, vive una vita matrimoniale e molti la vivono onestamente e in modo
duraturo."
Il signore dai capelli bianchi scoppiò nuovamente a ridere. "Voi allora
sostenete che il matrimonio si basa sull'amore e quando io esprimo dei dubbi
sull'esistenza dell'amore, tranne quello fisico, voi me ne provate l'esistenza
per il fatto che esistono i matrimoni. Ma il matrimonio, oggigiorno, è solo un
inganno!"
"No, scusate, - disse l'avvocato - io dico semplicemente che i matrimoni
esistevano ed esistono."
"Esistono, ma in base a che cosa esistono?
Esistevano ed esistono per quelle persone che vedono nel
matrimonio qualcosa di misterioso, un sacramento, che li impegna nei confronti
di Dio. Per loro esistono, per noi no. Ci si sposa, da noi, vedendo nel
matrimonio solo l'accoppiamento e ne deriva o un inganno o delle violenze.
Se si tratta di inganno è più facile da sopportare. Moglie e marito
semplicemente ingannano la gente sostenendo di vivere in monogamia,
invece si tratta di adulterio per l'uno e per l'altra.
E' una porcheria, ma può anche andare; ma quando, come spesso accade,
marito e moglie si impegnano davanti a tutti a vivere insieme per tutta la
vita e già dal secondo mese si odiano reciprocamente, desiderano separarsi
ma nonostante tutto continuano a vivere insieme, allora ne deriva un tale
inferno che li spinge a bere, a spararsi, a uccidersi, ad avvelenarsi
reciprocamente," disse sempre più in fretta, non dando a nessuno la
possibilità d'intervenire ed accalorandosi sempre di più.
Tutti tacevano.
Era imbarazzante....
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