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di William Wordsworth ![]() Alexei Venetsianov: La mietitrice Guardatela. unica nel campo, Solitaria ragazza dell'altopiano, Che miete e fra se' canta! Fermatevi, o passate oltre in silenzio! Sola essa taglia e lega il grano Mentre canta una malinconica canzone. Udite, la valle immensa Trabocca del suo canto. Nessun usignolo mai gorgheggiò Più gradevoli note e spossate compagnie Di viandanti in qualche oasi ombrosa Nei deserti dell'Arabia; Mai si udì il cuculo Rompere a primavera i silenzi marini Con voce cosi' seducente Nelle remote Ebridi. Chi mai mi dirà di cosa essa canta? Forse le dolenti note scorrono Per cose antiche, tragiche e lontane, Per battaglie d'epoche remote, O forse era un lamento più umile, Per faccende familiari, cose d'ogni giorno, Forse è un dolore normale, una perdita, un dispiacere Che è stato e potrà ricapitare. Qualsiasi il tema, la vergine cantava Come se il suo canto non dovesse mai finire: La vedevo cantare durante il lavoro E mentre si piegava sulla falce. Ascoltavo senza muovermi o parlare, E salendo la collina Portai nel cuore quella musica Ben oltre il momento che piu' non la sentìì. (Trad. F.Marucci) |
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