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tratto da "Andalusia" guide edtLa Spagna vive a ritmo di musica e l'Andalusìa è, per molti versi, il cuore musicale del paese. In Andalusia affonda le proprie radici il flamenco, genere che gli stranieri associano immediatamente alla Spagna. Il flamenco è un genere di canto, musica e danza che nacque tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo tra i gitani andalusi della valle del basso Guadalquivir ![]() da un sostrato che mescolava musica e poesia dei tempi di Al-Andalus, forme di canto proprie degli zingari e persino i canti bizantini uditi nelle chiese visigote. Il flamenco delle origini era il cante jondo (canto profondo) un lamento malinconico che rappresentava la condizione di isolamento ed emarginazione da sempre vissuta dai gitani. La jondura viene ancora considerata come l'essenza del flamenco e ci sono forme primitive di cante jondo che sono cantate ancora oggi - soprattutto il martinete, il cui unico accompagnamento è il suono di un martello che picchia sull'incudine, come nelle fucine in cui lavoravano molti gitani. il cantante di flamenco si chiama cantaor (cantaora se e' una donna), il ballerino bailaor (bailaora) e quasi sempre canto e danza sono accompagnati da un tocaor (tocaora) che suona la chitarra. Le canzoni di flamenco, dette coplas, prevedono una o piu' brevi strofe in rima, ciascuna formata da una serie di versi o tercios, da due a cinque, che offrono un certo margine di prolungamento, ripetizione ed improvvisazione, i ritmi di base prendono il nome di compa's. I ritmi e le scale del flamenco , diversi da quelli di gran parte della musica occidentale, possono risultare ostici ad un orecchio non abituato, tuttavia è difficile non farsi coinvolgere dal flamenco in quella che da un semplice ascolto diventa un'esperienza fisica o addirittura viscerale. (per usare il linguaggio tecnico il flamenco usa il modo frigio , nel quale l'intervallo tra la prima e la seconda nota in una scala di otto note è costituito da un semitono. Nella musica tradizionale dell'Occidente l'intervallo è dato da un tono intero). ![]() Al canto si accompagnarono ben presto il ballo del flamenco (baile) e quindi la chitarra, strumento che fu inventato in Andalusia. Suo precursore fu un antico strumento a corde mediorientale, la cithara, che gli Arabi trasformarono in liuto a quattro corde. Nel IX secolo un tale di nome Ziryab, musico alla corte di Còrdoba, aggiunse una quinta corda allo strumento che cosi' conobbe una grande diffusione. Intorno al 1790 vi fu chi aggiunse la sesta corda, probabilmente un fabbricante di chitarre di Cadice chiamato Pagés. Verso il 1870 la chitarra assunse la sua forma moderna grazie ad Antonio de Torres di Almerìa il quale allargò le due parti rotonde della cassa di risonanza e sistemò il ponticello in posizione centrale su quella inferiore, si da tenere sollevate le corde e trasmettere le vibrazioni alla cassa armonica. Per molto tempo, nel flamenco, l'unica funzione del suono della chitarra (toque) fu quella di accompagnare il canto e il ballo. A partire dalla metà del XIX fino agli inizi del XX secolo il flamenco conobbe la sua prima grande diffusione tramite i cosidetti cafè cantante, i locali pubblici con tavoli, sedie e un piccolo palcoscenico basso, dove i clienti venivano intrattenuti mentre mangiavano e bevevano. Fu in questi locali che fecero la loro prima comparsa nel flamenco le nacchere (strumento non indispensabile dal momento che la percussione è data dal battere dei tacchi e delle mani). Ed è sempre attraverso i cafè cantante che un abbigliamento tipico del XIX secolo - la lunga e svolazzante bata de cola , completa di scialle e ventaglio, per la donna
e il cappello di Còrdoba piu' i calzoni attillati per l'uomo - divenne il costume tradizionale di flamenco.![]() Forme di canto Esistono diversi tipi di canto o palo. La Siguiriya, canzone di profondo dolore causato da una perdita o una morte, è l'espressione del culmine della disperazione ed è condiderata il banco di prova piu' difficile per un cantaor. Si ritiene che tale forma si sia sviluppata A Jerez de la Frontera, uno dei tre principali centri d'origine del Flamenco nella regione del basso Guagalquivir. La Solea è una forma di canto leggermente meno angosciata che probabilmente nacque a Triana, per secoli barro gitano di Siviglia poi trasformato in quartiere residenziale a partire dai nostri anni '60. Più allegra e vivace è la Alegrìa, forma di canto originaria di Cadice, la terza città patria del flamenco. A Jerez oggi si canta anche la Bulerìa: il palo piu' sostenuto e veloce, che però potrebbe essere nata anche essa a Triana. Le forme che non rientrano nella definizione di Il tango che non ha nulla a che vedere con il tango argentino, potrebbe tuttavia avere le proprie radici in America Latina o nella regione dei Caraibi. La patria del Fandango è Huelva, ma vi sono altre città con la propria variante di fandango.- la Malaguena di Malaga, la Granaina di Granada e la Rondena di Ronda. Non lontana dal Fandango è la Taranta di Almeria. La Saeta, canto di devozione eseguito durante le processioni della Semana Santa non nacque come forma di Flamenco ma ne venne contaminata all'inizio del XX secolo. Le Saetas che per tradizione dovrebbero essere improvvisate, in genere oggi vengono eseguite sul palcoscenico. Per evitare confusioni si precisa che anche la popolarissima Sevillana, ne convengono tutti gli esperti, non è una forma di flamenco bensì una danza popolare che si balla in coppia, caratterizzata da movimenti roteanti delle braccia e suddivisa in quattro tempi che terminano ciascuno con un brusco arresto. Con ogni probabilità la Sevillana è la versione andalusa di una danza castigliana chiamata Seguidilla. Leggende del flamenco Il primo cantaor citato dalla storia del flamenco è El Fillo nato intorno al 1820 nella zona di Cadice, il cui nome sopravvive nell'espressione voz afilà che si riferisce alla classica voce roca e possente necessaria per interpretare il cante jondo. Gli annali ricordano poi i primi due grandi nomi dell'era del cafè cantante: Silverio Franconìetti di Siviglia e Antonio Chacòn di Jerez, entrambi in auge tra la metà del XIX e l'inizio del xx secolo. Loro successori nella prima parte del Novecento furono Manuel Torre de Jerez - la cui voce, cosi' narra la leggenda - poteva indurre gli astanti a strapparsi le camicie e a rovesciare i tavoli e la Nina de los Peines- di Siviglia, la prima grande cantaora. La Macarrona di Jerez e Pastora Imperio di Siviglia, le prime grandi bailadoras, portarono il flamenco a Parigi ed in sud America. Il loro stile di danza era imperniato soprattutto su movimenti del busto e delle braccia, piuttosto che su quelli dei piedi e sullo spostamento da un punto all'altro del palcoscenico. Il flamenco del cafè cantante era raramente una forma di cante jondo, prediligendo invece le forme allegre e vivaci, dalle quali, negli anni '20, nacque un genere di operetta chiamata opera flamenca. Suo maggiore interprete fu il cantante Pepe Marchena che si esibì fino agli anno '50, periodo quest'ultimo in cui il cante jondo risultava quasi completamente scomparso. Per ridare vita al genere dimenticato, nel 1922 , il compositore Manuel de Falla, il poeta Federico Garcia Lorca ed altri artisti organizzarono a Granada l'ormai famoso Concurso de Cante Jondo. L'evento segno' l'inizio della carriera di Manolo Caracol, il più famoso interprete di cante jondo della metà del secolo, tuttavia non riuscì a preservare l'autentico flamenco da un processo di lenta ma inesorabile commercializzazione. il baile (la danza), fiorì con la Argentina e la piu' giovane la Argentinita, due danzatrici di origine argentina che lo trasformarono in uno spettacolo teatrale formando la prima compagnia di danza spagnola e furoreggiando a Parigi, in sud America e a New York fra gli anni '20 e '30. Il primo grande ballerino di flamenco fu Vicente Escudero. La Argentina ed Escudero mescolarono la danza classica con il flamenco , mentre la Argentinita si attenne ai canoni classici del flamenco, come fece Carmen Anaya di Barcellona (1913-1963), che, con il suo stile di danza veloce, dinamico e poco femminile e il suo stile di vita ribelle, divenne la leggenda del ballo gitano di tutti i tempi. Tournée nelle Americhe e in Europa decretarono il successo internazionale sia dell'Anaya sia di Antonio Ruiz Soler di Siviglia (1921-1996) unanimamente riconoscuto come il miglior bailaor del secolo. Oltre ad essere famoso per la magìa dei suoi piedi, Ruiz Soler fu anche il primo ballerino di flamenco a fare un uso vero e proprio delle braccia, con movimenti che fino ad allora venivano eseguiti solo dalle ballerine. Sebicas nato nel 1912 a Pamplona nella Spagna settentrionale e per molti anni partner e amante di Carmen Anaya fu il padre della moderna chitarra solista flamenca, inventore di numerose tecniche oggi considerate indispensabili. Sebicas lasciò la Spagna durante la guerra civile per non farvi piu' ritorno. La danza Più del canto e della chitarra, la danza flamenca è sempre stata pronta a valicare i confini della tradizione. A darne le interpretazioni piu' azzardate (eccessive a detta di alcuni) è Joaquin Cortés nato a Còrdoba nel 1969. Cortés vede se stesso come un seguace di Paco de Lucia e Camaròn de la Isla nel campo della danza e dice di non considerarsi un ballerino di flamenco, bensì un gitano che balla. Accompagnato da una compagnia di ballerini di straordinario successo, Cortés mescola il flamenco con la danza contemporanea, classica e jazz, proponendo spettacoli in cui la musica viene amplificata come in un concerto rock e ballando nudo dalla vita in su con uno stile che enfatizza soprattutto i movimenti delle braccia. Più vicino al flamenco tradizionale è Antonio Canales , nato a Triana nel 1962. Assieme alla sua compagnia ha allestito spettacoli che si rifanno alla corrida e ai temi gitani ed attualmente ne ha in cantiere di nuovi ispirati a Lorca
e alla Guernica di Picasso.Un astro nascente della danza odierna è Javier Baròn, sivigliano che ha fondato la propria compagnia nel 1997. Altri due grandi interpreti di oggi del flamenco tradizionale sono Miguel El Funi i Concha Vargas entrambi di Lebrija. |
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