Les Saintes Maries de la Mer - Editions meridionales St. Jean de Vedas
Natura selvaggia, spazi senza confini.
Dove, se non qui, può darsi convegno le "peuple du voyage", il popolo in
perenne cammino? Ci sono rom, gitani, tzigani, manouches, sinti, in una parola,
tutti i rami di quell'immensa famiglia, mossasi duemila anni fa dal
Pakistan e dall'India, e che noi oggi, con termine generico, chiamiamo
zingari.
Sono qui o per sciogliere un voto, o per far battezzare i nuovi nati,
oppure, e sono i più, semplicemente per esternare la loro fede cristiana,
che le "peuple du voyage" ha abbracciato da tempo immemorabile.
Forse fin dai primordi.
E' festa grande e c'è grande movimento, il 24 maggio a Les Saintes Maries
de la mer, capitale della Camargue, 30 Km a sud di Arles.
Non vengono qui a caso gli zingari.
Lèo Lelée - Pèlegrinage aux Saintes Maries - Editions du Soleil D. Payan Photographe Editeur - Le Grau du Roi
Narra la leggenda (non priva di verosimiglianza storica) che dopo
la crocifissione di Gesù, per sottrarsi alle prime persecuzioni,
fuggirono insieme dalla Palestina Maria Salomè, madre degli apostoli
Giovanni e Giacomo, Maria "Jacobè", sorella della Madonna,
Maria Maddalena Marta, Trofima e Lazzaro il resuscitato, poi divenuto,
secondo la tradizione, primo vescovo di Marsiglia.
Si imbarcarono in Terra Santa, su un natante privo di remi e di vele
da Internet
e,
guidati dalla mano di Dio, approdarono miracolosamente sul delta del
Rodano, proprio davanti all'attuale villaggio delle Saintes Maries de la mer.
Il gruppo si disperse, ma qui si fermarono Maria Jacobè e Maria Salomè,
assieme alla loro serva nera, Sara,forse di etnia rom.
tavoletta lignea rinascimentale
E' in loro onore che oggi il paese si chiama Le Sante Marie del mare.
I resti delle pie donne riposano in uno scrigno custodito nella
chiesa-fortezza locale: un edificio molto particolare, che risale addirittura ai
tempi di Carlo Magno (810 d.C.).
Quelli che sono reputati i resti delle Sante, furono ritrovati nel 1486,
durante scavi sotto l'altare maggiore.
Analizzati di recente col metodo del carbonio, sono risultati appartenere
a donne di probabile origine orientale, vissute nel primo secolo.
Un'impressionante concordanza con la tradizione.
Fin dai primi secoli della nostra era il popolo rom scelse Santa Sara,
Sara la Khalì (Sara la Nera) come propria patrona e da lungo tempo la
onora con un pellegrinaggio che tocca il culmine il 24 maggio di ogni anno.
Gli zingari arrivano da tutta Europa. A migliaia.

Uno spettacolo.
Fino a una cinquantina di anni fa comparivano sui carrozzoni variopinti
tirati dai cavalli.
Vincen Van Gogh: Les roulottes campement de Bohémiens
Oggi usano modernissime roulottes. Ma l'atmosfera non è cambiata di molto.
Fanno la parte del leone gli tzigani dell'est con i loro impareggiabili
violini
Gruppo musicale URS KARPATZ
Gruppo musicale URS KARPATZ
Gruppo musicale URS KARPATZ
e, soprattutto, i gitani spagnoli.
Cominciano a farsi vedere tre o quattro giorni prima delle festa.
La sera, nel clima dolce della primavera trionfante, si radunano nel
piazzale della chiesa-fortezza e, dividendosi a gruppi, si esibiscono
in estemporanei quadri di flamenco.
Ci sono tutti gli ingredienti: palmas, cajon, cantaores, chitarristi
e bailaores.
Per primi arrivano i chitarristi: due, tre, anche quattro.
Di solito bravissimi. Poi si aggiunge il "cantaor" essenziale perché
lo spettacolo prenda vita.
da Internet
Gorgheggia arzigogolanti nenie che raccontano di passioni, di amori
travolgenti e di morte.
Quindi si forma il gruppo che "tiene" le palmas, per marcare il ritmo
(il compas), battendo opportunatamente le mani in tempo e in controtempo.
A volte c'è anche un percussionista che batte un improvvisato
"cajon" (tamburo).
Il tocco finale lo danno i bailaores: ballerini e danzatrici,
gente comune, ma di grande arte, che si stacca dal pubblico e si
esibisce secondo quanto detta il personale talento.
Lo spettacolo va avanti fino a notte fonda, in vari angoli della piazza.
I gruppi flamencheri si formano spontaneamente e spontaneamente si sciolgono.
Tutto avviene attorno alla chiesa come se idealmente la "santa Sara"
fosse chiamata a presiedere le musiche, le danze e i canti.
Ma il giorno trionfale della santa è il 24. Presenti i vescovi delle
diocesi vicine ad Arles, di Marsiglia e talvolta anche di Avignone,
Esponenti di una vicina diocesi partecipa alla festa
la cassa preziosa con i resti di Sara e delle due Marie viene tolta dalla
nicchia della chiesa e portata in processione fino sulla spiaggia.
Zingari sulla battigia scendono in procinto di scendere in acqua
Zingari sulla spiaggia - Editions MERIDIONALES ST JEAN DE VEDAS
Zingari sulla spiaggia di Saintes Maries de la Mer la statua di S. Sara
Anzi, fino dentro al mare, là, nel punto in cui duemila anni fa approdò
la barca proveniente dalla Palestina.
Giovane zingara - da Internet
Il corteo che si snoda dalla chiesa fino al mare è formato da tutti
gli zingari convenuti: otto, forse dieci mila tutti gli anni.
Guardia d'onore della processione sono gli uomini di Camargue a cavallo,
con i loro abiti tradizionali e le donne "arlesiane" (di Arles) con i
costumi tipici ricamati a pizzi e trine.
Zingara con Arlesiana - da Internet
La cerimonia si ripete anche il giorno seguente.
Poi la sera del 25, le migliaia di roulottes che assediavano il villaggio,
quasi per incanto svaniscono.
Il popolo rom si mette di nuovo in viaggio, di nuovo per le vie del mondo,
forse alla ricerca di un luogo perfetto, di un assoluto che non troverà mai.
da Internet
Passata la festa, anche la Camargue torna ai suoi ritmi usuali, con i suoi
cavalli e i suoi tori allo stato brado, con i suoi fenicotteri rosa in
lento movimento negli stagni, con la sua luce accecante, con i suoi spazi
infiniti…….
Antico adagio
Se poni la stessa domanda a venti zingari,
otterrai venti risposte diverse. D'altro canto,
se poni per venti volte la stessa domanda a
un solo zingaro, otterrai ugualmente venti
risposte diverse.
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