I CELTI (clicca sul titolo se vuoi saperne di più!) a cura di Angela Cerinotti
LA MUSICA CELTICA
La musica, strettamente correlata allapoesia da una parte
e alla danza dall'altra, doveva avere grande importanza nel mondo celtico,
anche se la documentazione in proposito, da un punto di vista tecnico, è molto scarsa.
Si è in ogni caso potuto accertare che già nei secoli in cui si diffuse la cultura di
Hallstatt era impiegata tanto per l'intrattenimento nelle occasioni
conviviali quanto nei rituali funebri.
Tra gli strumenti impiegati domina la lira a quattro corde, come in Grecia nei
tempi rievocati da Omero. Nell'iconografia dei reperti archeologici compaiono
anche una sorta di siringa (flauto a più canne), flauti singoli o doppi
e il corno ricurvo, quest'ultimo probabilmente impiegato come mezzo di segnalazione,
così come alla tromba doveva essere riservata un'utilizzazione bellica.
Non si hanno prove dell'uso della zampogna o cornamusa
prima del
Medioevo.
La tradizione letteraria è più ricca di indicazioni a partire dall'alone di magìa
che tesse attorno all'arpa druidica.
E' molto probabile che nella veste di "guaritori" i Druidi utilizzassero
il suono dell'Arpa come una "tecnica di guarigione" affine a quella praticata in India
o in Tibet mediante la recita dei mantra.
L'abilità nel suonare questo strumento è anche una delle credenziali che il dio
LUG esibisce per essere accolto nel consesso dei Tuatha de Danaan
(tribù divina dell'Irlanda) e, quando viene da loro messo alla prova, dimostra questo
aspetto della sua straordinaria creatività eseguendo impeccabilmente la
"melodia del sonno", quella della "commozione" e quella della "felicità".
Il dio DAGDA da parte sua, possedeva un'arpa straordinaria,
in grado di muoversi da sola se veniva invitata a farlo fra l'altro con gi
appellativi di "dolcissima" mormoratrice" e "cornice quadrangolare dell'armonia".
L'arpa è comunque rimasta lo strumento prediletto del popolo irlandese.
Il suo telaio fino al 1700 era ricavato dal legno di salice, mentre con il
tempo è andato aumentando il numero delle corde (dalle sei degli strumenti
più antichi a ventotto).
Quanto gli Irlandesi tenessero a questo simbolo della propria identità è provato
dal fatto che, dopo la vittoria ottenuta dagli Inglesi nel 1601, fu proibita la musica d'arpa
e due anni dopo la persecuzione venne estesa a tutti i poeti ed arpisti d'Irlanda.
I pochi sopravvissuti coltivarono in semicandestinità e nella condizione di mendicanti
la loro arte, ma fu inevitabile che buona parte delle composizioni andassero
perdute.
Per quanto riguarda il canto, sono state individuate dagli esperti
sorprendenti affinità con alcune forme tradizionali indiane.