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HALSTATT
dal Atlante della storia: I Celti
Nel VIII secolo si avvia in Europa l'Età del ferro alla quale dal nome della cittadina
del'AUSTRIA SUPERIORE nelle cui vicinanze venne scoperta e studiata un'importante
necropoli (più di mille sepolture), gli archeologi si riferiscono parlando
del periodo di Hallstatt.
Che cosa aveva reso tanto importante questo luogo sperduto in una vallata alpina
a 1000 metri di altezza, di difficile accesso ed inadatta per la lunghezza
degli inverni, alla pratica dell'agricoltura e all'allevamento permanente
del bestiame?
Il salgemma di cui vi sono nelle Alpi, e in particolare in questa zona, consistenti
giacimenti.
Il sale aveva nell'economia dell'epoca un ruolo centrale, essendo indispensabile
per la conservazione degli alimenti.
Si deve dunque pensare alla Hallstatt dell'Età del Ferro come ad un vivace
centro minerario, nel quale all'attività estrattiva vera e propria, si affiancavano
quelle altrettanto specializzate della falegnameria per l'armatura delle gallerie,
della lavorazione del ferro per la costruzione degli attrezzi, del trasporto
attraverso sentieri impervi di montagna.
Ovviamente doveva esserci anche un traffico in senso inverso,come è proprio di
un'economia già di scambio.
Nel contesto della cultura hallstattiana, che copre un lasso cronologico di
circa tre secoli, e più specificatamente nelle sue manifestazioni nell'arco
alpino occidentale, gli archeologi ritengono che si possano individuare
le "cellule generatrici" del Celti storici.
L'analisi e lo studio di quanto è stato ritrovato nelle sepolture del periodo hallstattiano
consente di prospettare una società dominata da una élite plutocratica, come suggerisce la presenza
in alcune esse di oggetti in oro, carri da parata, tessuti preziosi, armi e
suppellettili di raffinatissima esecuzione.
La sontuosità del corredo funebre di alcune sepolture scoperte a HUNDERSINGER,
sull'alto Danubio, ha indotto la definizione di tombe principesche, tuttora
convenzionalmente in vigore anche per quelle di altri siti (in BORGOGNA e nel
BADEN-WURTTEN-BERG) che presentano le stesse caratteristiche.
Per estensione poi sono state chiamate sedi principesche, le fortificazioni
esistenti presso tali tombe, anche se l'aggettivo sembra non avere riscontro
in un'istituzione di tipo monarchico deo Celti dell'epoca.
Le "tombe principesche" hanno anche permesso di tracciare una rete dei contatti culturali
che le comunità halstattiane intrattenevano con le popolazioni straniere,
perchè non tutti i preziosi oggetti rinvenuti sono di fabbricazione e
provenienza locale.
ambra; con l'ESTREMO ORIENTE
(la veste della salma femminile trovata in una tomba risulta tessuta con seta
cinese); con la SPAGNA.
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