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LUG(**), KARIDWEN, DAGDA
dal Atlante della storia: I Celti

Giulio Cesare assimila LUG (**)a Mercurio (l'Hermes dei Greci) e parla del suo primato sugli altri dèi.
In effetti gli erano dedicate due delle più importanti feste del calendario religioso celtico:
1) LUGHNASADH 1° agosto il culmine dell'estate, prima dell'inesorabile declino verso l'autunno, collegata ai raccolti, era la festa di maggior significato sociale, in cui le tribù tenevano le loro assemblee, gli uomini si confrontavano in vari tipi di competizioni sportive, i mercanti effettuavano scambi di merci e i poeti si sfidavano in .
2) BELTANE "fuoco di Bel" 1° maggio l'inizio della fase chiara dell'anno): per l'occasione i Druidi accendevano un fuoco sacro, strofinando rametti di quercia e facendo bruciare sette diversu tipi di legname: festa della fecondità e della fertilità, Beltane ne riconosceva gli agenti nell'indispensabile cooperazione dei quattro elementi per cui i rituali, oltre che il fuoco, avevano anche per protagoniste la terra, l'aria e l'acqua in un clima generale di canti e balli.
Tracce di Beltane sono rimaste nel mondo germanico nella celebrazione della notte di Valpurga, ed in tutta l'Europa, nella celebrazione di Calendimaggio. Il nome di Lug è fra i più ricorrenti nella toponomastica (da Lug-dunum, per esempio è derivato LIONE) e il ruolo che gioca nei racconti mitologici è assai spesso di primo piano.
Le abilità di Lug non si contano, spaziando da tutte le forme più raffinate dell'artigianato, come la lavorazione del bronzo e la carpenteria, alla medicina, alla magìa, dalla poesia e dalla musica all'arte marziale.
Come si racconta nella storia che parla della sua ammissione alla corte dei Tuatha, è proprio il fatto di riunire in sè tante competenze così diverse che ne fanno un dio "speciale".
Persino sul campo di battaglia, dove si mostra comunque un guerriero valoroso, il dominio di certe conoscenze e pratiche magiche è la sua arma più formidabile e vincente.
Ma assieme a prerogative ed attributi simbolici affini a quelli propri di Hermes-Mercurio, ricorda anche gli aspetti più arcaici di Apollo, per il nome del quale è stata addirittura proposta un'etimologia nordica che ha a che fare con l'albero del melo (mela è Abal in celtico), Apfel in tedesco, e Apple in inglese), sacro ai Celti.
Varianti di LUG sono comunque Keraunos,il dio cornuto, Taranis, i dio delle tempeste e Belenos, il Luminoso, per dire solo delle più importanti.
Come ad Apollo era intimamente associata la sorella Artemide (assimilata dai Romani a Diana), così LUG è in stretto rapporto con KARIDWEN, che rappresenta nel mondo celtico l'archetipo della Grande Madre sopravvissuto a quell'evento sconvolgente che fu in tutte le religioni antiche il passaggio dalla concezione matriarcale a quella patriarcale del divino.
La luminosità di Karidwen è espressa da Artio, dea della natura selvaggia,che appariva al suo popolo sotto forma di un'orsa; Epona, la dea cavallo che conferiva la sovranità e poteva assumere l'aspetto di un fiume in piena richiamando così l'idea della fertilità: Rhiannon a regina della morte; Morrigan che pronunciava incantesimi prima della battaglia per rinvigorire i suoi protetti:Coventina collegata ai pozzi sacri, all'ispirazione poetica ed alle doti profetiche. Brigit, "la Brillante" integrata dal Cristianesimo irlandese come figlia umana di un Druido, battezzata da San Patrizio. Collegata come Artemide alla Luna, la "Dea" era vissuta in triplice forma (per i Romani le "Tre Madri"): Vergine(la Luna NUova), Madre (La luna Piena) e Vecchia(la Luna Calante).

Anche nei racconti relativi alle divinità femminili che come si è detto parlando di Karidwen incarnano l'archetipo materno, s'intrecciano indissolubilmente immagini di luce e di vita ed immagini di tenebre e di morte, con una maggiore ricorrenza di queste ultime.

Della stessa Karidwen si racconta che catturò un ragazzino (Taliesin, il più grande poeta della tradizione gallese), lo rigenerò nel suo grembo, e, dopo averlo partorito, lo buttò nell'acqua, da cui finalmente egli emerse con il dono dell'ispirazione.
"In questo modo i Gallesi hanno dipinto la Musa, dea dell'ispirazione, in forma ben più drammatica di quella che essa assume in altre culture" (P.Monaghan).
Una sopravvivenza della tradizione celtica di cui si trova traccia in varie cattedrali gotiche, è il culto delle Vergini nere (a Le Puy, Rocamandour,Quimper, Vichy, Marsiglia e Chartres).
Gli studiosi lo ricollegano alla Madre-Vergine-Sposa Karidwen, l'aspetto femminile dell'OIW (il principio unico ed increato), venerata dai Celti sia come Dea Bianca(la Luna Nuova), sia come Dea Nera, la Luna Vecchia, dea della morte e della divinazione, quella che è sopravvissuta nel Cristianesimo.
La frequente collocazione delle Vergini nere in camere sotterranee è un'ennesima prova del loro collegamento con quella terra di cui i Celti conoscevano e veneravano lo "spirito".

DAGDA: La triade (Lug, Karidwen) si completa con Dagda, che come dio degli Inferi richiama Ade,altrimenti chiamato Plutone. Nella tradizione irlandese ha anche caratteristiche proprie di Poseidone (il Nettuno dei Romani (il NETTUNO dei Romani). Viene anche rappresentato come zoppo, il che fa pensare ad Efesto-Vulcano.
A dfferenza di LUG e di KARIDWEEN, non è caleidoscopicamente riscontrabile nel nome di molte altre divinità, ma in compenso doveva essere oggetto di grande venerazione se, come afferma Cesare, i Galli sostenevano di discendere da Plutone, per cui misuravano il TEMPO "non secondo il numero dei giorni, ma secondo quello delle notti".



**) da Internet: Lione (Lyon in francese) viene infatti da Lugudunum, fortezza di Lug.
Lug era un dio celtico, paragonato da Cesare a Mercurio, anche se, trattandosi di culture diversa, è impossibile trovare corrispondenze perfette.
Il corvo era l’animale sacro a Lug.
Narra leggenda che Lione venne fondata in un luogo che aveva indicato da uno stormo di corvi.
Ecco perché i corvi e non i leoni.