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| da: "Gasparo da Salò e la Liuteria Bresciana tra Rinascimento e Barocco" tratto da -Gli Strumenti- a cura di Flavio Dassenno ![]() Cetera Gasparo da Salò (Ashmolean Museum, Oxford (foto Ashmolean Museum, Oxford) (fotografia tratta da: "Gasparo da Salò e la liuteria bresciana di Dassenno Ravasio- pag. 71)Questa cetera reca il nome del costruttore tramite una marchiatura a fuoco rotonda impressa sulla nocetta del fondo. La scritta Gaspar del Sallò in Bresa correva lungo la circonferenza, mentre il centro è occupato da una figuretta di sirena bicaude che si ritrova, variamente interpretata, anche nell'ornamentazione di alcune facciate d'organo antegnatiane ed in generale nel repertorio dei motivi della decorazione bresciana. Boyden propone la data del 1560 circa, ma sappiamo che essa deve essere spostata almeno al 1563, anno in cui Gasparo si è già trasferito da Salò a Brescia. La forma dialettale del nome della città potrebbe forse indicare una datazione effettivamente vicina ai primissimi anni di attività, essendo poi trascritto nelle sue etichette con la corretta forma italiana. Il modello segue fedelmente quello tipico delle cetere prodotte a Brescia durante il Rinascimento, lodate da Vincenzo Galilei e diffuse da Virchi tramite le sue stupende realizzazioni. La tavola armonica è in un pezzo di cedro del Libano con venatura reticolare simile a quello della viola da gamba dello stesso autore presente in un pannello precedente. Essa è ornata da una rosetta dorata intagliata con motivi a fogliame e da un doppio filetto. Il fondo è realizzato con un unico pezzo d'acero molto semplice, senza alcun filetto. Di acero sono pure le fasce, il manico e la testa La cassa è rastremata a cuneo per facilitare i movimenti della mano destra. La vernice è di colore giallo bruno con riflessi dorati ed arancio sulla tavola, sul manico, e sul fronte del cavigliere mentre è rossastra sul fondo della cassa e sul retro del cavigliere. Una graziosa testina di donna con cuffia orna la terminazione di quest'ultimo, dotato del caratteristico gancio. Due pilastrini con motiivi a balaustra ed a fiore con quattro petali alle estremità, si appoggiano ai lati dell'unione del manico con la cassa. Lo stile semplice caratterizza questa cetera come anello di collegamento tra quelle ricchissime del Virchi e quella semplicissima, quasi spartana di Gio.Paolo custodita nella Collezione di Antichi Strumenti Musicali del Museo di Storia dell'Arte di Vienna. La tradizione costruttiva delle cetere fu fiorentissima in Brescia. Dal 1563 circa pressocchè tutti i liutai bresciani ne costruirono definendosi artefici o maestri di tali strumenti in molti documenti. La tradizione, che porta addirittura ad una specializzazione nella costruzione di corde specificatamente per cetere come nel caso di Giovanni Crespi, proseguì fino a tutto il seicento.
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