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L'IMPRINTING VOCALE
(Da LO ZOO APERTO di Danilo Mainardi)





Purtroppo non mi capita spesso di incontrare dei ciuffolotti: sono un po' rari dalle mie parti. Ma se li vedo (ne ho visti una coppia giorni fa, passare d'albero in albero sui bordi di una faggeta, nell'alto Appennino parmense) non posso non pensare a Nicolai. Ed è un pensiero molto piacevole, per l'uomo e per i suoi esperimenti. L'uomo Jurgen, è semplice e schivo, e solo s'appassiona, e parla e parla, se si tratta dei suoi animali. E semplici sono anche i suoi esperimenti; così semplici da non sembrare nemmeno "scientifici", se uno almeno tende ad associare il termine con camici bianchi, laboratori, complicate apparecchiature.



Lo strumento di Nicolai, invece, nel suo rapporto sperimentale con quegli uccelli, è tutto compreso in una canzonetta. Un'antica canzonetta popolare fischiata, nel giusto periodo, a speciali ascoltatori.

E questi erano nidiate di ciuffolotti di pochi giorni di vita, comunque ancora da nido, ancora incapaci di volare. Li nutriva e poi, metodicamente, fischiava loro la canzonetta. E loro zitti ad ascoltare. Poi l'emancipazione: i giovani apprendono a nutrirsi da soli, vivono insieme in una voliera, raggiungono infine la maturità sessuale. E' a questo punto che i maschi si mettono a cantare, e il loro canto è la canzonetta di Nicolai, rimasta sepolta dentro di loro fin dalla prima infanzia, e poi risuscitata.

Un caso, in termini tecnici, di "apprendimento precoce in fase sensibile", cioè di imprinting. Si tratta in parole più semplici, di questo; durante o sviluppo dei ciuffolotti esiste un periodo in cui essi possono apprendere, e in modo irreversibile, una caratteristica (il canto, in questo caso) dei genitori. Questa caratteristica verrà poi espressa ad un altro livello dello sviluppo (con la maturità) influenzando, ovviamente, molti aspetti della loro vita sociosessuale.

Ne ha fatti tanti, Nicolai, di esperimenti sull'origine e le funzioni del canto dei ciuffolotti.
Ad esempio li ha fatti allevare da canarini e i ciuffolotti, come atteso, hanno imparato a cantare da canarini. Quello che è interessante è che il canto da canarino, poi, s'è trasmesso, in quella famiglia di ciuffolotti, di generazione in generazione, come una staffetta

In questa specie di fringillidi, dunque, l'eredità del canto è un'eredità culturale, non genetica. Di genetico, semmai, v'è la predisposizione ad apprendere, in quello speciale periodo sensibile. Ed anche ad apprendere

soltanto dal genitore "che fa la parte del genitore", sia o non sia adottivo.

In alcune serie sperimentali, infatti, Nicolai ha mantenuto presente, insieme col padre adottivo (lui stesso o un canarino) anche un ciuffolotto che pure fischiava. Ciò nonostante i piccoli non hanno mai imparato il canto della loro specie, ma sempre quello del padre adottivo.




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