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Il «sacro» BACH di UGHI
da www.vivimilano.it
Il celebre virtuoso immerge nella spiritualità di San Marco un'antologia di Sonate
e Partite per violino solo del genio sassone Daniela Zacconi
N on è solo uno dei più brillanti virtuosi della scena internazionale,
un musicista la cui raffinatezza musicale e il cui indiscutibile carisma
sanno tramutarsi in comunicativa immediata, che non manca di
affascinare le platee, sia che suoni uno dei suoi preziosi violini
o che si proponga come oratore. Uto Ughi è anche e, soprattutto,
un uomo di cultura, un intellettuale che non si è mai sottratto a prese
di posizione anche scomode, in nome dei valori dell'arte,
come i lettori di «ViviMilano» hanno potuto apprezzare nel recente
«Faccia a Faccia» con il maestro in sala Montanelli.
Da anni, fra le altre cose, si è trasformato in vivace paladino delle
esigenze dell'ascolto.
In nome delle quali il violinista lombardo ha mosso critiche anche
feroci a istituzioni e Conservatori colpevoli di restauri e rifacimenti
scriteriati, che hanno compromesso l'acustica di celebri sale da concerto.
Così è successo che la vigilia del suo primo concerto per la nuova stagione
delle Serate Musicali (il successivo è in calendario a marzo)
si è trasformata in una sorta di «caccia alla sala» per soddisfare
le aspettative, più che legittime, del maestro.
Che, avendo in programma alcune Sonate e Partite per violino solo
di Johann Sebastian Bach, si rifiutava di suonare nell'acustica asciutta
della Sala Verdi e chiedeva invece l'eco e la sacralità di una chiesa.
Una volta individuata la disponibilità delle suggestive navate di San Marco,
al momento della scelta del programma, Ughi ha però compiuto un passo assai
discutibile, mescolando l'ascetica purezza della creazione bachiana con
il tecnicismo funambolico, appariscente ma anche fondamentalmente
superficiale di due grandi virtuosi dell'archetto come Ysaye e Paganini.
Una scelta che lascia perplessi, in un musicista della sua levatura e,
soprattutto, della sua sensibilità.
La serata si apre dunque nel segno del grande Johann Sebastian con la Sonata n. 1
in sol minore BWV 1001, la Partita n. 2 in re minore BWV 1004 e la Partita n. 3
in mi maggiore BWV 1004, elaborati gioielli contrappuntistici, creati nel 1720
e caratterizzati da una geometria formale capace di trasformare la complessità
compositiva e la difficoltà virtuosistica d'esecuzione in un mezzo
di elevazione spirituale.
A chiudere il programma, ecco poi la Sonata n. 4 di Eugène-Auguste Ysaye e
quattro «Capricci» di Paganini.
INFORMAZIONI Uto Ughi, violino. San Marco: lunedì 22 novembre, ore 21.
Serate Musicali. Ingressi Euro 25/20, tel. 02.29.40.97.24
17 novembre 2004
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