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FESTA DI NOTE CON UTO UGHI
Ieri sera al Ponchielli il recital per il ventennale del Accd.
 
da: "La Provincia" quotidiano di Cremona e Crema di sabato 21 ottobre 2006
di Roberto Codazzi
Cremona
Diavolo d’un Uto.
Potrà piacere o non piacere, ma nessuno è una calamita di pubblico come lui.
Ponchielli strapieno ieri sera per il concerto di Uto Ughi e l’occasione davvero lo meritava: in ballo c’era la rentrée sotto
il Torrazzo del celebre violinista dopo diversi anni di assenza — un’assenza condita da polemiche con il teatro cittadino — ma soprattutto
si festeggiava (in musica) il ventennale di fondazione dell’Associazione Cremonese per la Cura del Dolore, sodalizio la cui straordinaria
importanza è stata rimarcata nel suo saluto introduttivo dal sindaco Gian Carlo Corada.
Molte le autorità presenti: il prefetto Giuseppe Badalamenti, il presidente dell’amministrazione provinciale Giuseppe Torchio, l’assessore regionale
Gianni Rossoni, il consigliere regionale Luciano Pizzetti, il senatore Paolo Bodini, il presidente della Camera di Commercio Gian Domenico Auricchio.
In teatro anche il presidente della Libera e della Banca Popolare di Cremona Mario Maestroni e il cavalier Giovanni Arvedi, con rispettive signore.
Ughi, come l’ultima volta, si è esibito in duo con il fedele pianista Alessandro Specchi, musicista dall’elegante portamento e dai capelli canuti
come la neve che evoca i grandi virtuosi del passato.

Accattivante e robusto il programma presentato da Ughi, che ha suonato il suo eccezionale Guarneri del Gesù 1744 ‘ex Grumiaux’ dal timbro poderoso
e generoso.
In apertura il Preludio e Allegro nello stile di Pugnani di Fritz Kreisler, seguito dalla Sonata in la maggiore di Franck,
eseguita da Ughi anche in occasione della precedente venuta al Ponchielli.
In questa composizione il famoso violinista ha sfoderato tutta la sua musicalità e un suono, specie nel terzo movimento,
ricco di pathos; un suono capace di emozionare, per la sua tracimante espressività.
Durante l’intervallo abbiamo raggiunto il camerino del maestro, in compagnia della sovrintendente Angela Cauzzi,
per capire se il violinista ce l’ha ancora con l’acustica del Ponchielli, anche adesso che è stato ripristinato l’assito di legno in platea:
«L’acustica è migliorata del 30%», ha commentato il musicista.
Che però non ha mancato di rivolgere un suggerimento alla sovrintendente: «Le consiglio però di montare una camera acustica in palcoscenico,
poi l’acustica sarà davvero perfetta».
E con una Cauzzi risollevata, il concerto è ripreso e la seconda parte si è sviluppata tra la raffinatezza della Suite Italienne di Stravinskij
e gli spiccati virtuosismi della Fantasia sulla Carmen di Sarasate, che ha fatto esplodere l’appaluso finale.
Un bis: la celebre Méditation dall’opera Thaïs di Massenet.
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