NON AMO I BIKINI DI TOSCA
"Da "IL TEMPO" di venerdì 24 ottobre 2003 di Pirro Donati
UN violino in altera solitudine in una sala da 2700 posti, lunga più
di cento metri? Uto Ughi ha scelto così. Il suo recital che stasera apre
la stagione da camera dell’Accademia di Santa Cecilia si terrà nella sala
omonima dell’Auditorium.
In programma ci sono brani per violino solo di Bach, Ysaye , Paganini.
«Ho provato da solo con il mio violino nella Sala Santa Cecilia, e l’acustica
mi è sembrata ottima - dice il maestro Ughi -, ma per questo concerto abbiamo deciso di usare per la prima volta dei pannelli fonoriflettenti». Sono pannelli che la BBM Müller di Monaco, la ditta curatrice dell’acustica di tutte le sale dell’Auditorium, ha appositamente costruito per i concerti per strumento solo. Un modo per far spandere e indirizzare meglio il suono. Qualcosa di simile aveva usato anche Pollini per il suo concerto tutto-Chopin la scorsa primavera, ma in quel caso erano pannelli di fortuna.
«Lo sapete, l’acustica è una mia mania - dice sorridendo Ughi ai giornalisti-,
e questo Auditorium che abbiamo aspettato per 50 anni è un notevole passo in avanti:
finalmente delle sale sugli standard europei».
Il programma presentato è particolarmente impegnativo: «Sono tre aspetti
diversissimi della musica violinistica: c’è la classicità di Bach, il virtuosismo
di Paganini, e l’espressionismo di Ysaye.
Ma io sono particolarmente legato a Bach, un musicista che ha scritto pagine
indimenticabili per questo strumento. Solo Bach, grandissimo compositore e
conoscitore della tecnica violinistica, poteva scrivere una polifonia a quattro voci
per violino».
All’Accademia di Santa Cecilia è tempo di elezioni per la presidenza,
Uto Ughi come accademico ha voce in capitolo e ha votato alla ultima tornata
di mercoledi scorso: «Non nascondo che ho votato per Cagli - dichiara il violinista -
e senza far torto a nessuno credo che sarebbe un ottimo presidente.
Ma chiunque sarà, occorrerà ancora un po’ di tempo per l’elezione».
Il maestro è appena tornato dal Sud America, e porta ancora vivi i ricordi di quei
concerti: «Suonare al Colon di Buenos Aires è sempre un’emozione grandissima.
Malgrado l’Argentina sia ridotta in una povertà che ricorda i paesi comunisti
durante l’impero sovietico, i concerti sono pieni di gente, e naturalmente i prezzi
dei biglietti sono bassi. Il Brasile è molto diverso, lì c’è meno cultura
musicale classica, ma la risposta del pubblico è molto spontanea.
Quando si emozionano per un pezzo, i brasiliani reagiscono come allo stadio,
con vero entusiasmo».
Ughi commenta anche le dichiarazioni di Claudio Abbado sull’imbarbarimento
della cultura e della televisione in Italia, apparse su tutti i quotidiani:
«Ha perfettamente ragione, appena tornato dal Sud America ho acceso la
televisione e ho trovato a Porta a Porta uno speciale sulla "Tosca" fatta
da Lucio Dalla con monache in bikini e altre amenitàà Incredibile.
Però questo stato di cose non è iniziato con questo governo, esiste già da molti anni.
Inoltre non è solo il nostro paese a subire questo imbarbarimento, basta
pensare che Nigel Kennedy, pessimo violinista,
ha eseguito le "Stagioni" di Vivaldi alla Philarmonie di
Berlino tirando calci a un pallone e lanciandolo al pubblico».
Intanto lo sciopero generale sta creando problemi a molti spettacoli ed
anche ai violinisti.
Il previsto concerto in dell’orchestra Philharmonia con Christoph von Donanyi
e il violinista Maxim Vengerov in favore del FAI all’Auditorio Pio
infatti ha subito un cambio di programma.
È stato annullato il volo che avrebbe dovuto portare a Roma orchestra
e direttore a causa del blocco degli aeroporti.