POCO SPIVAKOV TANTO UGHI PER BEETHOVEN
"Da "IL TEMPO" di lunedì 22 dicembre 2003 di Enrico Cavallotti
AUDITORIUM
Il Santo Natale s’avvicina e rende buona la musica,
i preavvisi di Capodanno la fanno avvenente.
In realtà, non ci sarebbe stato bisogno di feste e
d’animi bendisposti per un rendez-vous già di per
sé cosí allettante, che contemplava il «Concerto in
re maggiore per violino ed orchestra op.61»
di Beethoven, solista Uto Ughi, ed una girandola
di Valzer e Polche di Johann Strauss jr. diretto
da Vladimir Spivakov (nella foto) sul podio
dell’Orchestra e del Coro accademici.
Numerosi i bambini e i ragazzini accompagnati
dai genitori, che programma piú idoneo di questo
a sollecitare ed a favorire i primi contatti
e la familiarità dei giovani con la musica
non avrebbero potuto scegliere.
Beethoven insegna, sotto forma di mito,
il carattere ed il sentimento dell’umano;
i Valzer di Strauss insegnano che la leggerezza
e la superficialità nel linguaggio dei suoni
non debbono di necessità tradursi in idiozia,
gusto guasto e sguaiatería: come accade
per lo piú con la musica popolare dei nostri tempi.
Il capolavoro beethoveniano ha trovato
nel grande violinista lombardo un interprete
che il proprio virtuosismo ha quasi sempre
risolto nell’alto lirismo del fraseggio e nella
soave cantabilità della cavata, ma anche, specie
nel «Rondò» finale, in una possente fantasia
ludica.
Benché, altre volte, meglio.
Spivakov non è parso esemplare nel sostenere
il solista, in ragione di un accompagnamento
troppo tirato e stretto, come a dire
d’insufficiente respiro.
Esito piú convincente il russo
ha conseguito nelle spume straussiane
che avrebbero effusa tutta la loro formidabile
joie de vivre ove la bacchetta avesse
accelerati i tempi, mitigato il
peso sonoro (non escluso quello corale)
ed accentuate la flessuosità e la sensualità
dei ritmi.
Siano lodati il Coro e la bella e temperamentosa
cantante russa Julia Gertseva, del tipo "niente
e nessuno potrà fermarmi mai". Un vulcano d’applausi
al termine, e bis a gogo. Si replica stasera.
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