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UGHI E CANINO: SOLO FANTASTICI!

IVREA: UN CONCERTO CHE SICURAMENTE RESTERA' NELLE MEMORIA



da: "Il Risveglio DEL 23.2.2007
di Carla Zanetti Occleppo


Ivrea
un evento di immensa portata culturale per la città di Ivrea, un regalo prezioso per gli abbonati della stagione concertistica in corso dell'Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte: parliamo del concerto del violinista Uto Ughi e del pianista Bruno Canino, martedì 14 febbraio al Teatro Giacosa, naturalmente gremito fino all'inverosimile di un pubblico particolarmente elegante e...con la faccia delle grandi occasioni.
La faccia di chi attende di ascoltare uno dei massimi violinisti viventi insieme ad un grande pianista, universalmente apprezzato come solista e camerista.
Proprio un duo da non perdere!

Nel programma, articolato e molto impegnativo figurava un brano del celebre violinista Fritz Kreisler "Preludio e Allegro"; seguiva, di Beethoven , la "Sonata a Kreutzer" op. 47 n. 9 (è singolare il fatto che Ughi suoni su uno Stradivari del 1701 appartenuto proprio al grande violinista Kreutzer, a cui Beethoven dedicò la sonata!).
Nella seconda parte la Sonata n. 2 in re maggiore di Prokofiev e Introduzione e Rondo' capriccioso" in si minore op. 28 di Saint Saens.

Per ciascuno dei quattro compositori, cosi' lontani fra loro nel tempo e nello spazio, il duo ha immediatamente creato l'atmosfera più adatta ad identificarlo, a ricrearne lo spirito e lo stile e a porgerlo agli ascoltatori nel modo più suadente, con garbo, intelligenza e decisione.

In Uto Ughi senti qualcosa che potrei forse definire come "pienezza della musica" con quel suo gesto musicale sicuro e vasto, l'ampio respiro dei pezzi e la sensazione di una superiore signoria sullo strumento e sugli spartiti (che tiene nella mente) , per cui tutto scorre via liscio, senz'affanni, anche nei passaggi eseguiti a velocità vertiginosa, affrontati con il supporto di una tecnica consumata che permette all'artista di dedicare la sua attenzione interamente all'interpretazione, con esiti affascinanti e stupendi effetti sonori.

Ha mantenuto la grinta, direi quasi l'aggressività giovanile nell'affrontare i brani, soprattutto nelle parti piu' difficili, ma mi sembra ulteriormente ammorbidito nel fraseggio e nel canto....quel canto meraviglioso di Ughi sul suo Stradivari ( o su un Guarneri del Gesù: lui li possiede...entrambi!).

Perfettamente s'integrava, il suo suono, con il pianoforte suonato magistralmente da Canino, che avvolgeva con la voce più potente del suo strumento quella del violino, senza mai sopraffarla ma, anzi, esaltandone le peculiarità ed intrecciando con esso un dialogo serrato e persuasivo.

Bellissimo il tocco, raffinata la dinamica, eloquente il fraseggio.

Ovazioni frenetiche hanno ringraziato questo duo straordinario. Un concerto che sicuramente non dimenticheremo.


Anche perchè nella nostra mente rimarrà collegato ad una serata simpaticissima.

Un san Valentino alle porte del carnevale, con le mimose offerte alla signore, il ricevimento con gli artisti, la cioccolata calda e il vin brulè nella piazza antistante il teatro, e la canzone del carnevale suonata come bis...che cosa puo' volere di più un eporediese?......


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