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UTO DELLE MONTAGNE

"Da L'Alto Adige" del 31.7.1998

Paneveggio 3000 applausi per Ughi




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Fotografia di Piero Cavagna -

PANEVEGGIO venerdì 31.7.1998.
- Forse tremila le persone che ieri, hanno punteggiato il pianoro, nel bel mezzo della foresta di Paneveggio, fattosi teatro di un concerto "nature": "Le quattro stagioni" di Vivaldi sono state proposte (senza amplificazione di sorta) da un'interprete del calibro di Uto Ughi, accompagnato dall'Ensemble Archi della Scala.
Atmosfera ed ascoltatori magnetizzati.
Una sfida, l'esecuzione "unplugged" che ha vinto sulla folla in pantaloncini e"top" (silenziosissima anche se un po' reattiva, per via della corsa al primo metro d'erba disponibile, oltre le "transenne" di nastro che delimitavano lo spazio dei musicisti), sui galli cedroni, per l'occasione azzittitisi pure loro, e persino sulle bizzose nubi che si sono accontentate della straordinaria "mimesi" temporalesca, prevista da Vivaldi, Bellezza era stata promessa (dai promotori Apt ed Ente Parco Paneveggio in primo piano) e bellezza dunque s'è avuta.


Uto Ughi uno dei migliori violinisti al mondo, per l'occasione s'è fatto anche didatta del suo pubblico guidandolo all'ascolto, accennando, per ognuno dei quattro concerti, i temi fondanti, recitando persino i versi che Vivaldi stesso scrisse per farsi guidare nella composizione (i concerti de "Le Quattro Stagioni", infatti rappresentano il primo esempio di musica descrittiva) e…non risparmiando energie.
Spiritoso sulla distesa di berrettini "alla pescatora" che lo circondava, ha riversato anche qualche battuta e l'occhiata d'intesa per qualche uccellino in vena di competizione.
Ovazione finale, bis ripetuti e slalom tra gli Alpenstock, piantati qua e là nel terreno, per la caccia all'autografo: l'artista è stato letteralmente assediato dalla gente per una buona mezz'ora.
Restituendo foglietti e notes a destra ed a manca, ha raggiunto letteralmente l'automobile delle Guardie Forestali, che l'avrebbe riportato in albergo, inesorabilmente scortato dai fan.
La stessa sua consapevolezza di non trovarsi in una sala da concerto e di dover mediare la musica, davanti ad un pubblico composito, gli ha guadagnato simpatia ed amore palesi.

La suggestione del Parco, il rispetto che con questa manifestazione se ne è avuto e la nobiltà del più grande compositore di musica strumentale che l'Italia abbia mai avuto, hanno fatto il resto.
Con un pizzico di romanticismo: sembrava accertato il fatto che Stradivari, il grande liutaio (lombardo come Ughi) vissuto a cavallo tra il 6-700, ricavasse proprio dal cuore della foresta di Paneveggio, il legno "di risonanza" per i suoi liuti, le viole, i violoncelli.
Strumenti considerati migliori di tutti i tempi. Ughi, in omaggio a ciò ha suonato su uno Stradivari del 1730: "E' tornato a casa", ha detto sorridendo (di sua proprietà, del resto, è lo Stradivari datato 1701, che appartenne al musicista Rudolph Kreutzer, cui Beethoven dedicò la celebre sonata).
Attorniato dai nove violinisti, due violisti, un violoncellista e un clavicembalista dell'Ensemble Archi della Scala, ha fatto, così, rivivere la magia della musica di Vivaldi in un bosco ricco di echi e di suggestioni; per la prima volta, del resto.

Mai, prima di ieri, Ughi si era esibito in una foresta anche se proprio sotto le fronde dei boschi, veneti e trentini ama studiare.
A chi gli chiedeva come una manifestazione di questo genere sarà interpretata dai puristi, gli amanti dei luoghi canonici e dello sparato, ha risposto che a lui interessa solamente la genuinità; della musica, degli ascoltatori…. d'un luogo preciso.
Detta da chi è divenuto famoso nel mondo, non solamente per la bellezza dei suoni che sa produrre e per la tecnica ineccepibile che possiede, ma anche per la profondità interpretativa di cui ha sempre dato prova, l'affermazione suona a suggello della bontà di un'iniziativa quella che con "I Suoni delle Dolomiti" (38 concerti in quota) porta musica di qualità (e in punta di piedi) nei luoghi più suggestivi delle Alpi.
A Paneveggio Ughi tornerà anche l'anno prossimo, probabilmente da solo.
Il repertorio? Paganini ovviamente. Intanto l'appuntamento di oggi (alle 14) è sul Catinaccio, con il trombettista Michael Breker.
Domani l'artista si esibirà sulla Presanella.


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