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Applausi e ammirazione nella performance concertistica "chigiana" per la Miv

UTO UGHI, LO SCIENZIATO DEL VIOLINO



Raffinato istinto e talento musicale: una miscela unica

di Attilio Botarelli

Siena. Non è retorica ne' tanto meno cieca ammirazione se scriviamo "Uto Ughi" scienziato del violino". In realtà, per raccontare una sua esibizione gli aggettivi dovremmo inventarli perchè fossero nuovi e al tempo stesso idonei ad illustrare la genialità di un artista di tale calibro.

Non è solo la tecnica a sbalordire. Il suo raffinato istinto ha un carisma che fa invidia, la sua ingegnosa estrosità manda in visibilio gli uditori, gli spazi sonori da lui esplorati donano sensazioni uniche.
Ascoltandolo melodiare crea incanto, strabilia nei momenti di scontato virtuosismo, trascina nel comunicare le intenzioni dell'autore, altro valore, questo, da pochissimi posseduto.

Metaforicamente è stato detto che Paganini suonava il violino in modo strabiliante, perchè era protetto da Satana.

Di Uto Ughi viene da pensare che la mano con la quale guida l'archetto, sia spinta da Dio.

Il magistero tecnico richiesto dal "Concerto n.1" del sommo Bach, trova Ughi magnifico esecutore: un intimo dialogare tra solista e orchestra, senza la pecca del sovrapporsi che valorizza il delicato tessuto dell'opera.

Di ottima fattura il primo "Allegro".
Poi un "Andante" dalla melodicità seducente, "pitturata" a dovere ed infine, un festoso 6/8 che esalta la validità della composizione.

Prima di iniziare il solenne "Concerto n. 22" lo stesso violinista elogia l'autore, Giovanni Battista Viotti (1755-1824), definendolo "un compositore che sapeva far cantare i violini".

Di fatto, la gagliarda verve di Viotti si scopre fino dalla prime battute del lavoro concertistico con l'orchestra che propone il tema dominante, di seguito sviluppato dal violino solista.

Estrosità e fantasia costruiscono un linguaggio eloquente di coloriture. L'"Adagio" è una romantica serenata che Ughi canta col suo violino.
Nel focoso finale, la bellezza del suono, l'eleganza del concertare, la nobiltà di stile che sono richiesti dalla composizione, trovano piena corrispondenza nell'esecuzione.

La magnifica realizzazione viene salutata da calorose ovazioni.

All'inizio del concerto chigiano della Miv, svoltosi al Teatro dei Rozzi, l'Orchestra della Toscana, con Andrea Tacchi concertatore, ha dato lettura spigliata, concreta, espressivamente efficace, della "Sinfonia n. 1" di Christian Bach, figlio del grande Sebastian: un racconto sonoro animato e sereno, offerto con amorevolezza esplicativa.

Concluso il programma ufficiale, Uto Ughi esegue uno dei "Capricci" di Paganini, per violino solo e la "Meditazione" dall'opera "Thais" di Massenet, accompagnato dall'orchestra. Per tutti, applausi a non finire.


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