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UN VIOLINO AL VELENO

Foto E. Scalfari AGF, da De Luigi - Contrasto, M. Chianura - AGF -
La Moratti ha smantellato anche quel poco che già c'era
Riforme sbagliate.
Tagli.
Promesse non mantenute.
L'artista boccia il governo.
colloquio con Uto Ughi di Riccardo Lenzi
Neppure la scena del Caos dall'oratorio "La creazione" di Franz Joseph Haydn riuscirebbe
a rappresentare efficacemente la situazione della cultura musicale in Italia, secondo il
celebre violinista Uto Ughi.
I conservatori diventano sempre piu' fabbriche di disoccupati. La Moratti ha costruito
il tetto, ma ha trascurato le fondamenta ed ancora mancano i regolamenti attuativi della Legge.
Prima in conservatorio si studiava dall'inizio al termine dei propri studi.
La riforma invece si è occupata del segmento finale, universitario.
Si entra in conservatorio solo con una maturità secondaria, a 18 anni.
Quando si inizierà a studiare uno strumento a 14 anni, al liceo musicale, potrebbe però essere
troppo tardi per la piena acquisizione della sua padronanza tecnica.
Chi si occuperà dunque dei bambini che iniziano a studiare lo strumento? I giovanissimi
dovranno imparare attraverso lezioni private, il che ovviamente sottintende una scuola
d'élite. Ma ciò che più fa male, è questo sostanziale "de profundis" della cultura musicale
in Italia.
Il Ministro l'aveva invitata a far parte di una commissione per riformare i cicli scolastici e dare
spazio alla cultura musicale. Che ne è stato?
Tante riunioni, tanti bei discorsi. Il Ministro assai gentile e garbato con me, presente a
manifestazioni, a concerti: poi niente di concreto. Tutto smantellato, anche quel poco che
aveva programmato il suo predecessore, Luigi Berlinguer. Ogni tanto i politici convocano noi
musicisti. E fanno tanti bei discorsi. E poi? Speravo nella Moratti. Ma le sue promesse sono state
fasulle.
Dunque nessun segnale positivo.....
Ai concerti il pubblico è sempre più spesso di persone anziane. I giovani latitano, non
conoscono la grande musica. Si sta uccidendo la tradizione italiana.
Francesco Alberoni ha parlato di artisti che sanno rinnovarsi senza stancare il pubblico....
E che delusione quando ha portato come esempi, per la musica, Renzo Arbore e Adriano
Celentano....avesse fatto i nomi di Carlo Maria Giulini o di Claudio Abbado, almeno. Anche le sue
citazioni la dicono lunga sulla povertà culturale imperante.
Vogliono togliere i fondi alla musica, in considerazione della difficile situazione generale.
Quanta demagogia: la miseria c'è sempre stata, non è una novità. E rifarsela con gli
investimenti culturali vuol dire solo uccidere la vita spirituale. E di contrappasso far trionfare
il gretto profitto e il materialismo, imitando il lato negativo degli Stati Uniti, ovvero quello
consumistico.
Per questioni di bilancio furono anche tolte di mezzo le orchestre sinfoniche Rai?
Quelle orchestre erano la colonna vertebrale della nostra cultura musicale e avevano
aperto ai giovani nuovi mondi da esplorare. E che scusa banale, quella del bilancio. La stagione di
un'orchestra Rai sarebbe costata molto meno di trasmissioni come "Domenica In" o cosidetti
revival come quello del Festival di Sanremo.
La musica del Novecento è stata sottovalutata dai nostri governanti.....
Fin dalla riforma Gentile. Poi si sono aggiunti ulteriori elementi di disgregazione
come la tv e il rock. Alla fine degli anni Sessanta e nei Settanta abbiamo assistito alla
distruzione della nostra tradizione musicale, un retaggio fondamentale per la nostra identità
nazionale.
L'ha delusa anche la Chiesa.
Dovrebbe essere un riferimento per la memoria e la cultura. Ma invece nelle chiese
proliferano microfoni ed amplificatori, immemori della grande tradizione musicale legata
a quella liturgica. Anche loro hanno cercato di adeguarsi alla paccottiglia del peggiore
consumismo. Si arriva all'assurdo che i vescovi censurano Mozart e Beethoven a favore
degli orripilanti strimpelli di una chitarra elettrica. Anche li', ahimè, trionfano
i rocchettari.
Ma la musica che lei definisce rocchettara non è popolare?
Non s'inganni: è solo musica globalizzante, consumistica che ha traviato l'identità
del nostro popolo come degli altri. La mia è una triste considerazione, dunque: ogni popolo
ha il governo che si merita. Il risultato è che i cittadini non sanno più scegliere con un
giudizio autonomo, hanno perso la capacità di reagire.
Dubito che lei avrebbe intitolato il nuovo auditorium di Roma a Lucio Battisti....
Scherziamo? Commemoriamo piuttosto grandi musicisti come Palestrina, Monteverdi o
Respighi.
Lei ha tentato di aprire ai giovani il mondo della grande musica offrendo concerti gratuiti.
Almeno ho dato ai giovani un'opzione di scelta. Quando i ragazzi venivano, mi parevano
coinvolti. Era una delle proposte che avevo fatto alla Moratti: concerti gratuiti nelle scuole.
Ma siamo ancora lì, alla goccia nell'oceano. Inutile anche suscitare polemiche e provocare
discussioni: i dibattiti che fanno presa sul pubblico d'oggi sono quelli sulle sorelle Lecciso.
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